
di Gabriele Bartoloni
e Riccardo Graziani
TARQUINIA – Siamo stati ospiti della comunità Mondo Nuovo di Tarquinia, un luogo di accoglienza, ascolto, dove
non esistono pregiudizi. Anzi, qui chiunque è ben accetto: persone con problemi di dipendenza, affette da patologie o semplicemente chi, per un motivo o per un altro, ha bisogno di aiuto.
Fondata nel 1979 da Alessandro Diottasi, si regge quasi completamente sulla vendita dei prodotti fatti all’interno della comunità stessa. Qui, infatti, gli ospiti hanno a disposizione diversi ettari di terra da lavorare, una falegnameria e una pasticceria da poco inaugurata. Tutto completamente gestito dagli ospiti che passano 24 ore su 24 dentro la comunità, stando insieme e lavorando.
“Sono un volontario di professione” ci dice Alessandro, il fondatore. Classe 1950, fin da giovanissimo inizia a lavorare nelle navi-traghetto delle Ferrovie dello Stato, ma a 28 lascia tutto per dedicarsi completamente a quello che diventerà la sua missione: aiutare persone in difficoltà, ma senza chiedere nulla in cambio.
“C’è chi lo fa per quattrini, ma non è il nostro caso. Qui ci sono famiglie di operai, non di banchieri” ci tiene a precisare Alessandro. Sì perché qui non si chiede niente, le famiglie degli ospiti al massimo decidono di dare un contributo, volontario ovviamente.
C’è anche chi entra come ospite e finisce per diventare volontario. E’ il caso di un signore, ex detenuto, entrato nella comunità ma poi rimasto per restituire ciò che gli è stato donato: una nuova vita. Ci parla del rapporto tra gli ospiti e gli animali da accudire e allevare. “Ti accorgi subito come sta il ragazzo da come stanno gli animali” ci dice.
Siamo andati a fare due chiacchiere anche con gli psicologi, Mauro e Giulia, loro assistono tutti i giorni gli ospiti nel loro percorso di reinserimento. Un percorso che dura generalmente 3 anni più uno di volontariato, ci spiega uno degli ospiti del centro, in un anno e mezzo diventato responsabile delle attività agricole della comunità.
Molti non arrivano alla fine del percorso, non è facile stravolgere la propria vita per metterla a disposizioni degli altri senza ottenere nulla cambio. Ma chi riesce a finire “nel 97% dei casi è perfettamente reinserito” ci dice Mario, il figlio di Alessandro. Anche lui, cresciuto nella comunità, ha deciso di dedicare la propria a vita a chi ha bisogno di aiuto.
Siamo sotto il periodo di Natale, e a fare visita al centro di Mondo Nuovo è venuto il Vescovo di Civitavecchia in persona per una messa agli ospiti della comunità. Fiancheggiato da Alessandro, diventato diacono per merito del suo lavoro di “volontario di professione”, l’augurio del vescovo è quello di fare in modo che tutti possano ritrovare loro stessi.
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