
VETRALLA – Il buon Dio ha fatto il mondo, ma i monti Cimini li ha fatti con un riguardo speciale, piantandoci in mezzo borghi antichi come la fame e ripidi come la coscienza di un usuraio.
Ora, siccome la gente non vive di solo pane ma ha bisogno anche di sgranchirsi le gambe e l’anima, la Comunità Montana s’è messa d’impegno con la Regione Lazio. Hanno tirato fuori i quattrini giusti e messo in piedi una baracca che si chiama “Borghi, Castelli e Parchi dei Cimini”. Una bella roba, parola mia.
Il prossimo pezzo forte della fiera tocca a Vetralla. Segnatevi la data, che non costa un centesimo ma bisogna prenotare, sennò ciccia: sabato 8 agosto dalle cinque e mezza alle otto di sera, oppure domenica mattina 9 agosto, dalle dieci e mezzo all’una. Si parte tutti insieme da Piazza Marconi.
A guidare la truppa ci pensa quel diavolo d’un Marco Rossi, che fa l’attore e il “Narratore di Comunità” per l’Università della Tuscia. Il quale Rossi, giustamente, spiega che Vetralla è un crocevia di gente che cammina dai tempi in cui i sandali si sfondavano sulla Cassia e sulla Francigena. «Da Sigerico in poi», dice lui, «qui sono passati tutti: pellegrini, mercanti, poeti della Divina Commedia e persino i racconti di Canterbury». Insomma, un porto di mare in mezzo ai boschi di castagni. E per non farsi mancare nulla, c’è pure Andrea Natali, un conservatore dei beni culturali che sa la storia di ogni pietra meglio di quanto il parroco conosca le pecore del suo gregge.
Sarà una camminata tra chiese, palazzi e vicoli stretti dove le pietre sembrano parlarti addosso. Niente di quella noia mortale da musei con le pantofole di feltro: qui si cammina, si respira e, alla fine, ci si ritrova tutti insieme a fare una bella degustazione di roba nostrana. Perché il buon Dio, quando ha fatto la Tuscia, ci ha messo pure il vino buono e i sapori che rimettono al mondo.
E badate bene che Vetralla è solo una tappa di una lunga marcia che sta scombussolando dieci comuni dei Cimini. Dopo Vetralla, la carovana si sposterà a Ronciglione (16-17 agosto) tra ferri e cartiere, poi a Vallerano (21-22 agosto) e a Capranica (29-30 agosto).
Insomma, scarponcini ai piedi, scarpe comode e venite a Vetralla a scoprire che le strade che calpestate ogni giorno hanno più storia dei libri del seminario.



















