Santa Rosa, ci siamo: il Luna Park torna all'esterno di Porta Faul dal 21 agosto al 13 settembre
Foto del lunapark
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Una scelta che conferma la collocazione ormai collaudata per il Luna Park, punto di riferimento per il divertimento di famiglie e giovani durante tutto il periodo delle celebrazioni di S. Rosa.

VITERBO – Il conto alla rovescia per le festività della Santa patrona è ufficialmente iniziato, e con esso tornano anche le attrazioni che colorano le notti di fine estate. È stata approvata nei giorni scorsi, con apposita delibera di giunta, la disposizione che definisce l’area destinata al parco giochi di Santa Rosa.

Anche quest’anno, le giostre troveranno spazio nell’area di proprietà comunale situata all’incrocio tra strada Freddano e via San Paolo, nell’area esterna a Porta Faul, solitamente adibita a parcheggio pubblico.

Le date da segnare sul calendario

Per gli amanti dello spettacolo viaggiante, le attrazioni saranno ufficialmente in funzione dal 21 agosto al 13 settembre.

Una scelta che conferma la collocazione ormai collaudata per il Luna Park, punto di riferimento per il divertimento di famiglie e giovani durante tutto il periodo delle celebrazioni in onore di Santa Rosa.

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Ritrovato tra le macerie di una chiesa crollata nel Settecento, l'anello longobardo di Civita di Bagnoregio è oggi un tesoro esposto al Victoria and Albert Museum . Una storia che ci ricorda come la nostra terra sia un puzzle di identità perdute e pezzi di storia che, ancora oggi, ci chiamano a gran voce.
Attirano ragazzi dalla provincia e spesso anche da fuori. Mercoledì 8 luglio, quando sono andato e ho fatto dei video disponibili sulla pagina Facebook di Tuscia in fiore, c’erano anche dei ragazzi di Bracciano.
La tragica storia dell’Uomo vista con gli occhi di alcuni privilegiati che vivono in una dimensione in grado di travalicare il tempo. Chi sono costoro? Sono forse quelli che hanno vissuto in un altro Eden del quale a noi mortali sfugge il senso? Sono forse le eterne vittime della violenza e dell’odio umano, che alla fine troveranno il proprio giusto riscatto?
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
"Produciamo barbatelle biologiche – mi dice Gaetano – certificate per salvare dall'estinzione i biotipi rari e le varietà autoctone di Lazio, Umbria e Toscana. Recuperiamo il patrimonio genetico antico del Centro Italia per restituire ai viticoltori piante uniche, capaci di fare vini identitari.”
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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