Sangue e panico in piazza del Sacrario: 40enne azzannato da un cane, paura tra i passanti
polizia
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Nel cuore del centro storico, tra le famiglie a passeggio, la quiete si spezza all'improvviso. Un uomo finisce a terra con una gamba morsa, l'animale fuori controllo scatena il fuggi fuggi generale.

VITERBO – C’è un attimo esatto in cui la normalità si sgretola. In cui il brusio dei locali all’aperto, le risate, i passi di chi cerca un po’ di fresco in una calda serata estiva vengono lacerati da un attacco improvviso. E dal panico che corre veloce tra la gente.

Siamo nella tarda serata di sabato primo agosto, poco prima della mezzanotte, in piazza del Sacrario. Ed è qui, in mezzo alla folla, che un uomo di circa quarant’anni viene improvvisamente aggredito e azzannato alla coscia sinistra da un cane.

L’episodio si consuma nel giro di pochissimi istanti. Subito dopo il morso, l’animale resta fuori controllo per lunghi minuti, alimentando un clima di forte apprensione e scatenando un vero e proprio fuggi fuggi generale tra i presenti. La vittima, sotto choc e con i pantaloni macchiati di sangue, prova a detergere la ferita utilizzando dell’acqua, stringendo i denti in attesa dei soccorsi.

Nel giro di poco la piazza si accende dei lampeggianti. Sul posto piombano gli agenti della Polizia di Stato, i carabinieri e il personale sanitario del 118, che presta le prime cure al ferito mentre le forze dell’ordine provvedono a identificare il proprietario dell’animale per tutti gli accertamenti del caso.

L’accaduto riaccende inevitabilmente i riflettori sul tema della sicurezza nelle aree pedonali della città, specie nei momenti di maggiore affluenza. Tra i residenti della zona la linea è netta e chiede interventi intransigenti, invocando la tolleranza zero per garantire la totale serenità dei cittadini e la certezza che le piazze possano essere vissute senza timori, soprattutto in vista dei prossimi periodi di festa.

Adesso la palla passa alle forze dell’ordine, che continuano a lavorare per ricostruire con precisione la dinamica dei fatti e accertare tutte le responsabilità del caso.

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"Io sono qui, in questo paese di sogno, tra questi castagni giganti...", questo uno dei pensieri scritti dall'autore in una lettera da Soriano. Soriano nel Cimino non fu per Pirandello solo un luogo di villeggiatura, ma una dimora spirituale.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
Serve un leader con coraggio, abilità politica e un progetto.
Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.
«Caro Maurizio, ti posso dire una cosa? Chi studia la storia studia il presente».
Da una storia vera. Vedete voi se ascriverla ai viaggi nel tempo, alla trasposizione multidimensionale, al metaverso o chissà cos’altro. Non sottovaluterei l’intuito di Teresina…

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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