
ROMA – In Italia furono realizzate ed entrarono in funzione quattro centrali nucleari: quella di Latina, quella del Garigliano a Sessa Aurunca (CE), la Enrico Fermi a Trino (VC) e quella di Caorso (PC). Una non entrò mai in funzione e si trova proprio nel Viterbese, esattamente a Montalto di Castro. A fermarla il disastro di Chernobyl del 1986 e il referendum in Italia l’anno successivo.
Dal 1999 i siti delle centrali nucleari italiane sono di proprietà e gestiti da SOGIN e, assieme agli altri complessi nucleari presenti sul territorio italiano, sono in fase di smantellamento e programmati per essere rilasciati all’ambiente senza alcun vincolo radiologico entro il 2025. La centrale di Montalto no perché non entrò mai in funzione e venne convertita in termoelettrica, quindi rimasta a Enel.
Ma proprio Enel oggi fa parte di Nuclitalia, la società costituita insieme ad Ansaldo Energia e Leonardo e che si occuperà dello studio di tecnologie avanzate e dell’analisi delle opportunità di mercato nel settore dell’energia atomica. Sul nucleare italiano, in questo momento, c’è grande fermento. Anche se poco ne stanno parlando i media.
Il 16 giugno l’Italia muoverà un passo importante: aderirà all’Alleanza nucleare europea. Nata a febbraio 2023 dalla volontà della Francia di rivoluzionare il mercato europeo dell’energia anche l’Italia ne farà ufficialmente parte “in occasione del prossimo Consiglio Energia, previsto per il 16 giugno a Lussemburgo”. Lo ha annunciato il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, a Pianeta 2030, il festival del ‘Corriere della Sera’ a Milano.
Nei prossimi giorni il ministro formulerà la dichiarazione di adesione. “Quindi passiamo da osservatori a veri e propri attori, perché c’è una scelta del governo in questa direzione” ha dichiarato dal palco lombardo.
A sostegno di questa scelta, Pichetto ha ricordato i dati sul consumo di energia: “Oggi consumiamo 310 miliardi di kilowattora e la previsione è che già nel 2040 saremo a 600 miliardi. Da qualche parte, quindi, dobbiamo produrre l’energia se vogliamo rimanere un paese del gruppo di testa nel mondo, un paese ricco e che dà futuro ai nostri figli e nipoti”.
Obiettivo dichiarato: “Avere una prima produzione già nel 2035 grazie agli Smr”. Inoltre sul nucleare di nuova generazione è stato presentato in Parlamento un disegno di legge per autorizzare la produzione su territorio italiano.


















