

VITERBO – Qualche ora di cielo grigio, il vento che ha iniziato a soffiare insistente e raffiche che hanno toccato i sessanta chilometri orari. A guardare fuori dalla finestra, nel Viterbese, sembrava la classica burrasca estiva pronta a guastare il pomeriggio. E invece, guardandosi intorno, ci si rende conto che l’abbiamo scampata bella. Molto bella.
Mentre la nostra provincia ha incassato il colpo senza registrare danni di rilievo, nel giro di pochi chilometri si è consumato un vero e proprio cataclisma meteorologico. Il Centro Italia è stato investito da una violenta ondata di maltempo che, nel pomeriggio di domenica, ha letteralmente messo in ginocchio diverse zone tra Umbria e Lazio. Nubifragi e grandinate furiose hanno colpito duro città come Rieti, Tivoli e Frosinone, ma l’epicentro della devastazione si è registrato a Terni.
La città umbra si è trovata al centro di una furia cieca. Un violento temporale ha scaricato una quantità d’acqua impressionante accompagnata da una grandinata feroce. A peggiorare la situazione sono state le raffiche di vento lineari – il famigerato downburst in gergo tecnico – che hanno sfiorato i 100 chilometri orari. Immagini impressionanti, rimbalzate rapidamente sui social e sulle cronache, che mostrano strade trasformate in fiumi, alberi sradicati, cartelli stradali divelti e disagi ovunque.
Uno scenario apocalittico che ha fatto registrare anche un crollo termico vertiginoso: in meno di un’ora, la colonnina di mercurio a Terni è precipitata da ben +39°C a un freddo +22°C. Uno sbalzo pazzesco, figlio della violenza con cui le singole celle convettive, formatesi nel pomeriggio lungo la fascia appenninica tra Umbria, Lazio e Campania, si sono fuse dando vita a sistemi multicellulari di inaudita potenza.
La stessa furia ha sferzato Orvieto con raffiche a 80 chilometri orari, mentre nel Reatino e nel Frusinate la situazione è rimasta critica con venti tra i 50 e i 60 km/h, analogamente a quanto registrato nella nostra Tuscia, dove però ci siamo fermati alla paura e a qualche disagio minore legato alle folate. A Terni, tra viale dello Stadio e le principali arterie allagate, i Vigili del Fuoco e le forze dell’ordine hanno lavorato ininterrottamente per ore per liberare le strade e mettere in sicurezza il territorio.
Da noi, fortunatamente, il bollettino parla solo di uno spavento e di un temporale che ha rinfrescato l’aria senza lasciare cicatrici. Ma la natura, ancora una volta, ci ha ricordato quanto sappia essere implacabile, lasciandoci ai margini di un macello che, questa volta, ha deciso di guardarci da lontano.


















