

BAGNAIA – C’è un limite oltre il quale la cronaca smette di essere semplice notiziario e diventa cronaca nera, di quella che gela il sangue e lascia una comunità intera senza parole. Siamo a Bagnaia, in una notte che doveva scorrere come tante altre e che invece si è trasformata in un vero e proprio teatro di guerra, a un passo dalla tragedia più immane.
Tutto si consuma nel giro di pochissimi minuti, in un crescendo di tensione e follia che ha richiesto il coraggio e la prontezza di chi veste una divisa. L’allarme scatta nel cuore della notte: una situazione di pericolo estremo, una donna in balia di un uomo completamente fuori di sé, preda di un alterazione psicofisica devastante. Un’aggressione violenta, cieca, che non le avrebbe lasciato scampo se non fosse stato per l’intervento immediato delle volanti della Polizia.
Gli agenti arrivano sul posto come un faro nel buio, pronti a tutto per strappare la vittima a quella furia omicida. Ma è in quel preciso istante che la situazione precipita ulteriormente, sfiorando l’irreparabile anche per chi è intervenuto per salvare vite. L’uomo, accecato dall’ira e totalmente fuori controllo, decide di scatenarsi contro i soccorritori. Un masso di grosse dimensioni viene sollevato e scagliato con forza inaudita dritto contro il parabrezza dell’auto della polizia. Un colpo secco, devastante, pensato per fare male, per sfondare tutto, per fermare chiunque stesse cercando di ristabilire l’ordine e salvare una vita umana.
Un impatto tremendo che avrebbe potuto avere conseguenze tragiche anche per gli operatori in servizio. Ma gli agenti non indietreggiano. Con una freddezza e una professionalità straordinarie, pur tra mille difficoltà e in un contesto ad altissimo rischio, riescono a contenere l’aggressore, a immobilizzarlo e a mettere finalmente in sicurezza l’intera area.
La donna (moglie dell’uomo) viene sottratta all’incubo, mentre per l’aggressore, le cui condizioni e la cui furia hanno richiesto l’intervento sanitario, si aprono le porte dell’ospedale. Ma stavolta non c’è spazio per la normale degenza: per lui, piantonato giorno e notte dai reparti di polizia, l’accusa formale è di quelle che pesano come un macigno. Tentato omicidio.
Ora Bagnaia si raccoglie in un silenzio teso, incredulo. Tra i vicoli del borgo non si parla d’altro, mentre la tensione torna a salire e resta forte la scossa per un episodio che ha davvero rischiato di trasformarsi in una mattanza. Le indagini vanno avanti per mettere in fila ogni singolo istante di quella notte di follia, ma resta l’amaro in bocca e la consapevolezza, ancora una volta, di quanto sottile sia il confine tra la quiete e il baratro.



















