

VITERBO – E così non era la scritta di cento anni fa il problema a Viterbo, e nemmeno la memoria del povero Buratti. In effetti, mi sembrava strano che fosse quello il motivo. Certo, alcuni calcolatori politici hanno preso la palla al balzo per mostrare la purezza dei loro mantelli. Ma era scontato: quando non si hanno idee, si grida sempre al lupo (o alla lupa, stavolta).
Seguendo il modo in cui una parte dell’informazione locale ha trattato la vicenda, si può avere l’impressione che tutto questo sia stato utilizzato come pretesto. È una lettura personale, ma la linea editoriale adottata sembra, a tratti, indirizzare l’attenzione critica verso la Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria Meridionale, Margherita Eichberg.
Alla dottoressa i nemici non mancano, visto che si è opposta allo sfruttamento del territorio provinciale, sia per i mega impianti eolici sia per le aree termali. Nel gennaio del 2019, la Soprintendenza ha istruito e formalizzato una proposta di Dichiarazione di notevole interesse pubblico (un maxi-vincolo paesaggistico) denominata Dal Bullicame e Riello alle Masse di San Sisto. Questo provvedimento ha bloccato la realizzazione di una grande struttura termale.
Tra il 2023 e il 2024 ha inoltre portato avanti l’iter per apporre un vincolo paesaggistico esteso per oltre ventimila ettari. Il vincolo, incentrato sul bacino del torrente Arrone, interessava integralmente i territori comunali di Tessennano e Arlena di Castro, oltre a porzioni rilevanti di Piansano e Tuscania.
In passato, iniziative di questo tipo hanno trovato spazio e valorizzazione anche sugli stessi canali informativi locali. Oggi, tuttavia, il racconto appare diverso. Naturalmente si tratta di una percezione, legata all’osservazione di come i temi vengono selezionati e presentati.
Eppure, di notizie e di battaglie ce ne sarebbero da fare a Viterbo. Non mi riferisco a quelle delle buche o delle piccole questioni quotidiane. Basterebbe, per esempio, alzare lo sguardo e accorgersi che un noto supermercato viterbese offre la possibilità di pagare la spesa alimentare a rate.
Se prendiamo i dati europei dall’inizio della guerra con la Russia, l’aumento cumulato dell’inflazione in Italia è stato del 17%. Ma se consideriamo beni essenziali come cibo, energia e affitti, il dato supera il 35%.
Ecco, mi aspetterei una discussione su questo, una campagna sui reali problemi familiari di cui la spesa a rate è solo l’ennesimo campanello d’allarme.
Ed invece no. La campagna è su una scritta di cento anni fa, su una persona che ha fatto molto bene al territorio e sulle buche della città.
Pare che piaccia così. Specie a quei politici che non hanno nulla da dire.
Luigi Tozzi


















