

BOLSENA — C’è musica che sa accarezzare l’anima, e c’è musica che sa farsi dono concreto, unendo la bellezza dell’arte alla nobiltà della solidarietà. Le acque placide del Lago di Bolsena si preparano a fare da specchio a una di quelle serate destinate a restare nel cuore della Tuscia.
Venerdì 31 luglio, alle ore 21.00 in punto, la suggestiva cornice della rotonda al termine di viale Armando Diaz si trasformerà in un auditorium a cielo aperto. Protagonista assoluto sarà lui, un vero e proprio monumento della tastiera: il maestro Danilo Rea, atteso sul lungolago per un concerto a ingresso libero inserito nella virtuosa e consolidata sinergia tra il Tuscia in Jazz for SLA e il Bolsenarte Festival.
Non sarà soltanto un viaggio tra le note di un artista immenso, capace di spaziare dal jazz internazionale alle grandi firme della canzone d’autore italiana — da Mina a De André, passando per Paoli e Baglioni —, ma un’occasione per stringersi attorno a una causa fondamentale. Nel corso della serata, infatti, sarà possibile devolvere offerte facoltative interamente destinate a sostenere la ricerca scientifica contro la SLA. Una partnership, quella tra le due kermesse, che suggella il ventennale del festival bolsenese nella rete di manifestazioni a sostegno della solidarietà, gettando già le basi per futuri traguardi comuni.
Ma la carovana della grande musica non si fermerà qui. Chiusa la parentesi lacustre, il festival punterà dritto verso Monterosi per un tributo viscerale e commosso a Massimo Urbani, genio assoluto del sax e pietra miliare del jazz nostrano, che proprio a Monterosi ha le sue radici e riposa. Per ricordarlo degnamente, la direzione è riuscita nell’impresa di ricreare la magia convocando due fuoriclasse del calibro del trombettista Flavio Boltro e del sassofonista Stefano Di Battista, insieme alla sezione fiati del celebre quintetto di Michel Petrucciani.
Venerdì sera, a Bolsena, il pianoforte di Rea non farà soltanto vibrare l’aria della riva: ricorderà a tutti che la grande musica, quando incontra la generosità, sa farsi immensa.

















