

LAGO DI VICO – Ibis sacri avvistate nall’interno della zona acquatica della Riserva Naturale del Lago di Vico. Un animale curioso ma che è considerato invasivo. Attualmente, l’ISPRA e le autorità locali valutano piani di contenimento per limitare l’espansione numerica della specie. In effetti è una minaccia per la fauna nativa, poiché compete per il cibo (piccoli vertebrati, invertebrati) e preda uova di uccelli acquatici come il fraticello e il cavaliere d’Italia.
Una presenza curiosa e insolita ma che in realtà racchiude in sé delle criticità. Si tratta di una specie originaria dell’Africa subsahariana, facilmente riconoscibile per il piumaggio bianco, le ali nere e il lungo becco ricurvo. Nell’antico Egitto era considerata un animale sacro e associata al dio Thot, divinità della sapienza e della scrittura.
La presenza dell’ibis sacro in Europa e in Italia non è naturale ma legata all’uomo. Grazie alla sua grande adattabilità, questa specie è stata ospitata fin dall’antichità in giardini e parchi ornamentali e, in tempi più recenti, in zoo e collezioni faunistiche. Fughe accidentali e liberazioni hanno favorito la formazione di popolazioni selvatiche ormai stabilmente presenti in diversi Paesi europei. In Italia le prime segnalazioni risalgono già all’Ottocento, ma è soprattutto dagli anni Duemila che la specie ha registrato una forte espansione, inizialmente nel nord Italia e oggi anche nel Centro Italia.
L’ibis sacro è considerato una specie esotica invasiva di rilevanza unionale ai sensi del Regolamento UE 1143/2014. Le specie alloctone invasive possono infatti alterare gli equilibri naturali entrando in competizione con la fauna autoctona. Specie molto adattabile e opportunista, frequenta ambienti umidi come paludi, laghi e risaie, nutrendosi di insetti, anfibi, piccoli pesci, crostacei, uova e pulli di altre specie.



















