Appunti per ridisegnare il futuro San Pellegrino in Fiore
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Alcune riflessioni alla luce di quello che è accaduto negli ultimi tre anni, tra luci e ombre. Presto inizieranno i preparativi per Santa Rosa e Natale.

IL CORDER DEL PROFESSORE – Presto inizieranno i preparativi per Santa Rosa e Natale. Prima che ce ne rendiamo conto sarà uscito il prossimo bando per San Pellegrino in Fiore. Dobbiamo, adesso, ripensare bene come fare ed essere furbi! Saranno solo due giorni, sabato 1 e domenica 2 maggio nel 2027. Il rischio è che continueremo a spendere un sacco di soldi per affrontare ogni anno gli stessi problemi.

Le epopee e i successi di Malè e Fontana e del folto gruppo di volontari sono purtroppo stati rimpiazzati da un bando-progettista-vivai che costano al comune più di 100.000 euro ogni anno. Ovviamente c’è la promozione, per quello non sappiamo quanto hanno speso ma speriamo tanto e auguriamoci che continuino. Perché? Se a ogni angolo della penisola cercano Viterbo e San Pellegrino in fiore va bene a tutti.

Spero fortemente che si interrompa la tendenza a costruzioni, tavole e ferri e si torni alla passeggiata tra i fiori. Sia chiaro, dipende da come è scritto il bando. Gli ultimi San Pellegrino in fiore sono stati apprezzatissimi dai turisti. A loro piace già Viterbo, se investissimo 2 milioni nei prossimi 30 anni su un evento particolare, ad esempio Ludika, bellissimo e legatissimo alla nostra storia, avremmo attenzioni e risultati almeno nazionali. Il successo turistico e mediatico è dato dal brand ormai consolidato che comunque ha bisogno di tanti soldi per continuare a esistere. Di conseguenza è strategico legittimare il grosso investimento, ricomporre il legame con il quartiere e ritornare alla passeggiata tra i fiori.

Furbizia. Ma veramente non possiamo spendere almeno parte del grosso investimento per rendere stabile l’abbellimento di una piazza all’anno? In pochi anni dovremmo fare sempre meno e spendere meno soldi. No? È veramente difficile da capire?

Calendario. San Pellegrino in Fiore deve includere sia il 25 aprile che il primo maggio. Non intendo “aspettando San Pellegrino in fiore” che è stata una bella cosa. Agire per gradi: mettere ciò che può durare almeno una settimana già da venerdì 23 aprile 2027. Nel bando deve essere chiaramente scritto così: posizionare le postazioni stabili il 23 aprile e innaffiare tutto fino al 3 maggio. Questo motiva in parte la grossa spesa. Almeno 9 giorni di festa e di ritorni. Ci sono persone che hanno problemi economici seri, non bisogna offenderli per qualcosa solo effimero.

Passeggiata tra i fiori. Serve un’associazione che, per tempo, da marzo 2027, bussi alle porte di casa e parli con i commercianti lungo il percorso. Distribuisca buoni da 10 euro da spendere in un vivaio. Nota: i fiori nella foto a destra sono costati 20 euro. Con i buoni si comprano le piantine, si invasano e innaffiano per settimane e avremo dall’inizio di aprile a tutto maggio San Pellegrino in Fiore lungo le vie, le finestre e i balconi. Costa poco, se aderiscono in 100 sono solo 1000 euro, se 200 ovviamente 2.000. L’associazione riceve il contributo per un evento da fare nel periodo. Questo per il quartiere.

Bando. Lo scrivono Malè e Fontana o almeno aiutano a redigerlo o hanno potere di veto. Sanno quello che fanno, lo hanno dimostrato in 30 anni di gloria e attenzioni internazionali per la città. Inserire la clausola che il responsabile del comune deve riunire tutti i vivai nel giro di 50 chilometri e dare a ognuno la possibilità di realizzare le postazioni floreali disegnate dal vincitore del bando con un budget di 10.000 euro. In ogni piazza possono-devono fare un mercatino di fiori, con proposte bellissime.

Progettista. Non ci debbono essere fuorvianti limitazioni di laurea. Ha ragione la sceriffo. Malè ha fatto l’infermiere ed è il più bravo progettista che San Pellegrino in fiore abbia mai avuto. Ovviamente ci deve essere un riscontro tra la progettualità e i costi dei fiori, non delle costruzioni. Quelle le realizzano i vivai perché debbono essere facili e fattibili con tufi, cassette riciclate e sacchi di iuta. Sarà bello vedere molti vivaisti al lavoro circondati da portoni, finestre e balconi in fiore. Tutti vorranno colorare la propria porta. Alla piazza più bella un premio speciale: vivaista dell’anno.

Coinvolgimento del quartiere. Malè e Fontana per il bando, e i vivai in competizione. In tutto 6 piazze, 60.000 euro. Molti fiori lungo il quartiere, per un massimo di 2.000euro, 500 euro come contributo all’associazione ed al progettista vincitore 2.500. Totale 65.000 euro. Con la metà dei soldi si fa un San Pellegrino tradizionale coinvolgendo tutti. Scommetto che sarà spettacolare Malè e Fontana non vogliono nulla, lo hanno fatto per 40 anni rimettendoci. Ovviamente sarà mio onore portarli a cena dal Sor Bruno quando vogliono.

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