Andrea Di Sorte, il sindaco influencer. In strada a Roma per invitare di persona i romani a visitare Bolsena
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Nel Viterbese è nata la figura del "sindaco-tour operator". Lo schema è semplice: Di Sorte è andato a Roma, quartiere Eur, e ha iniziato a chiedere alle persone in strada se fossero mai andate a Bolsena.

BOLSENA – Un primo cittadino che va in strada, nella capitale, è promuove persona dopo persona la sua città è merce rara. Nella Tuscia il primo a farlo è Andrea Di Sorte, sindaco influencer. La sua partenership con Tuscia Love è roba che sbanca, centinaia di “cuoricini” a ogni video, e la produzione di contenuti l’hanno portato ad aguzzare l’ingegno.

Così è nata la figura del “sindaco-tour operator”. Lo schema è semplice: Di Sorte è andato a Roma, quartiere Eur, e ha iniziato a chiedere alle persone in strada se fossero mai andate a Bolsena. Ogni “intervista” un’occasione per parlare bene del suo paese e soprattutto un modo per invitare l’intervistato di turno a raggiungere il lago prima dell’estate per prendersi un caffè insieme.

Immaginate che moltiplicazione. Di Sorte incontra un romano, lo intervista in maniera simpatica e parla con lui di Bolsena. Poi gli dice che quel contenuto va su Tuscia Love. Quindi “il romano” di turno si va a vedere. Lo dice almeno a dieci amici e questi lo girano ognuno ad altri dieci, che alla fine conoscono anche l’intervistato. Così i contenuti girati a Roma “partono” e conquistano Instagram, che poi è il social più potente. Alla fine in parecchi parlano di Bolsena nella capitale e nel web. L’amore fa fare davvero cose turche, anche l’amore per il proprio paese.

Le interviste sono rapide e divertenti, sempre con la battuta in tasca e il sorriso. Il successo certificato dai numeri di Tuscia Love. Il risultato? Bolsena continua a fare da traino del turismo in Tuscia, non solo con i numeri dell’accoglienza ma anche con le idee.

 

 

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Esigere lungimiranza e visione almeno su qualche argomento. Ne cito alcuni.
Di certo, non è con qualche demagogica stretta di mano che si risolve un problema che sta diventando sempre più di dimensioni continentali, anzi globali; un problema dove ballano significati differenti e troppo contraddittori di ciò che si intende per rispetto della diversità e della libertà.
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Torna l’appuntamento con il Semaforo de La Fune, l’analisi critica dei fatti che hanno segnato la settimana viterbese.
Entro le prime luci del 9 settembre, i blindati con la croce nera avevano già occupato la stazione di Porta Romana, sbarrato i varchi di Valle Faul e preso il controllo dell'aeroporto deserto e dello stesso presidio di Santa Maria in Gradi.
Partiamo da un presupposto: vi avrei fotografato tutti. Ma proprio tutti, per fare un mega collage da appendere sulla parete più grande di Viterbo.
Iniziamo la settimana mettendo "freccette" nel nostro arco.

“L’attesa e il silenzio ti faranno forte”

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