Viviamo in una regione con altissima corruzione. Indagine Istat rivela un dato allarmante: 17,9% delle famiglie coinvolte

Viviamo in una regione con altissima corruzione. Indagine Istat rivela un dato allarmante: 17,9% delle famiglie coinvolte

E la corruzione impedisce lo sviluppo di un territorio, imbriglia le sue energie migliori e distrugge la prospettiva di una crescita reale. Un danno enorme.

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Corruzione, nel Lazio la peggiore situazione d’Italia. I dati sono stati elaborati da Istat che, per la prima volta, ha domandato della corruzione direttamente ai cittadini. E quello che è venuto fuori va davvero paura. Il dato nazionale è considerevole ma in territorio laziale ha più del doppio del peso percentuale.

Con l’indagine Istat scopriamo che quasi otto famiglie su cento in Italia (il 7,9% della popolazione, quindi un numero pari a 1,74 milioni) almeno una volta nella vita hanno ricevuto richieste di denaro, favori, regali o altri in cambio di servizi o agevolazioni di vario tipo.

Ma se la media nazionale è pari al 7,9 nel Lazio le cose vanno di gran lunga peggio: 17,9%. Dieci punti percentuali sopra il dato Italia. La punta minima nella provincia autonoma di Trento: 2%. 

Dove avviene la corruzione? Nella maggioranza dei casi al lavoro (3,2% delle famiglie), soprattutto nel momento della ricerca di lavoro, della partecipazione a concorsi o dell’avvio di un’attività lavorativa (2,7%), dice l’Istituto.

Ma è frequente che gli episodi avvengano anche quando si ha a che fare con la giustizia: “Tra le famiglie coinvolte in cause giudiziarie, si stima che il 2,9% abbia avuto nel corso della propria vita una richiesta di denaro, regali o favori da parte, ad esempio, di un giudice, un pubblico ministero, un cancelliere, un avvocato, un testimone o altri”.

Seguono poi (al 2,7%) i casi dei benefici assistenziali (cioè nel momento in cui si chiedono contributi, sussidi, alloggi sociali o popolari, pensioni di invalidità o altri benefici) e ancora l’ambito sanitario (quando le famiglie hanno bisogno di visite mediche specialistiche o accertamenti diagnostici, ricoveri o interventi).

In aggiunta, l’Istat stima che al 9,7% delle famiglie (più di 2 milioni 100mila) sia stato chiesto di effettuare una visita a pagamento nello studio privato del medico prima di accedere al servizio pubblico per essere curati (corruzione quindi sul versante salute). Infine, le famiglie che si sono rivolte agli uffici pubblici nel 2,1% dei casi hanno avuto richieste di denaro, regali o favori.

Più in fondo le forze dell’ordine e il mondo dell’istruzione. La stima più bassa di corruzione riguarda le public utilities: sono soltanto 0,5% le famiglie che al momento di richiedere allacci, volture o riparazioni per energia elettrica, gas, acqua o telefono hanno avuto richieste di pagamenti in qualsiasi forma per ottenere o velocizzare i servizi richiesti.

Questo sempre sul dato nazionale. Nel Lazio le cose peggiorano di un 10% in più. Ma come si concretizza la corruzione? I corrotti cosa chiedono? La contropartita più frequente è il denaro (60,3%), seguono il commercio di favori, nomine, trattamenti privilegiati (16,1%), i regali (9,2%) e, in misura minore, altri favori (7,6%) o una prestazione sessuale (4,6%). Tra le famiglie che hanno acconsentito a pagare, l’85,2% ritiene che sia stato utile per ottenere quanto desiderato.

E la corruzione impedisce lo sviluppo di un territorio, imbriglia le sue energie migliori e distrugge la prospettiva di una crescita reale. Un danno enorme.

 

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