Viva Viterbo in fibrillazione. Voglia di uscire dalla maggioranza

Viva Viterbo in fibrillazione. Voglia di uscire dalla maggioranza

Viva Viterbo al bivio. Indiscrezioni parlano di un gruppo spaccato tra l'uscita dalla maggioranza Michelini e la permanenza al suo interno. I "democrat" osservano silenziosi, confidando nella fine di questa convivenza.

ADimensione Font+- Stampa

Viva ViterboViva Viterbo è in crisi, come la maggioranza di Michelini. Una crisi nella crisi, che sta tormentando il movimento civico che più ha avuto successo alle ultime elezioni amministrative.

Non c’è niente di ufficiale, ma le indiscrezioni su quanto sta accadendo crescono di ora in ora. Giovedì il confronto forte tra il sindaco Leonardo Michelini e le due teste di serie del movimento, Filippo Rossi e Giacomo Barelli. Un sindaco nero, come è raro vederlo. Su tutte le furie per quanto dichiarato al Messaggero dal presidente del consiglio a proposito di Ricci e del suo operato. “Va avanti da solo, qualcuno lo fermi”; all’incirca l’esternazione del futurista.

Ma la tensione sembra essersi accesa anche tra Rossi e Barelli, e tra Barelli e buona parte di Viva Viterbo. In sostanza, ribadiamo che si tratta di indiscrezioni, pare che le menti del movimento siano sempre più convinte di uscire dalla maggioranza. Decisione che di fatto farebbe sparire da Palazzo dei Priori Barelli. In quest’ottica andrebbero collocate le recenti interviste dell’assessore, che punterebbe a frenare il sasso in discesa dalla montagna.

Dentro Viva Viterbo pare esserci grande “sofferenza” per quanto si è verificato dal voto in poi. Un movimento che ha perso tutto il suo appeal sulla città, che ha visto emigrare verso Viterbo Civica (la creatura dell’ex Lucio Matteucci) molti dei suoi pedoni e luogotenenti. Uscire dalla maggioranza permetterebbe, questa pare essere l’idea dei Soloni del gruppo, maggiore spazio di manovra e consentirebbe di recuperare un certo movimentismo. Unica strada, in questo non si può dare torto, per cercare di riportare in vita Viva Viterbo. Sempre che quanto visto negli ultimi mesi non sia già bastato ai viterbesi per perdere definitivamente la fiducia in quest’operazione civica.