Viva Viterbo e la strategia della demolizione di Michelini e Ciambella

Viva Viterbo e la strategia della demolizione di Michelini e Ciambella

“Cinema Genio, una domanda a Luisa Ciambella: e adesso come lo valorizzi?”. E ancora: “Viterbo non ha un sindaco”. Firmato Viva Viterbo.

ADimensione Font+- Stampa

“Cinema Genio, una domanda a Luisa Ciambella: e adesso come lo valorizzi?”. E ancora: “Viterbo non ha un sindaco”. Firmato Viva Viterbo.

Opposizione durissima. L’avevano giurata così Filippo Rossi & Co. Nelle ore successive all’uscita dalla maggioranza Michelini. Così in un pugno di giorni che ci separano da quel momento cruciale abbiamo assistito a una serie di interventi a gamba tesa a suon di comunicati stampa e a un tamburo battente via Facebook. Barelli, De Alexandris, Rossi. Questi i nomi all’artiglieria. Nel mirino tanto il primo cittadino quanto la sua vice. Il cuore dell’amministrazione Michelini ma anche pezzi forti intorno a cui potrebbe essere riscostruito un seguito di questa amministrazione nel futuro di governo del comune capoluogo.

Strategia della demolizione, così potremmo definire quanto messo in campo dalla squadra di Viva Viterbo in questi giorni. E tutti gli indizi suggeriscono che “il meglio” deve ancora venire. Viva Viterbo è alla ricarca di un nuovo posizionamento e nel suo cammino, potete giurarci, cercherà di spingere l’attuale maggioranza nell’angolo etichettabile come “politica della conservazione”. Conservazione di uno status quo piccolo e stretto davanti alla quale raccontarsi come innovatori, sognatori, gente capace di cambiamento in positivo.

Ai micheliniani il difficile compito di controbattere. Difficile perché farlo con il peso della gestioen della città sulle spalle è, da che mondo e mondo, penalizzante.

  • Luigi Tozzi

    Ma se le critiche vengono da chi prima aveva detto che mai si sarebbe alleato con Michelini e Fioroni e poi inevec l’ha fatto e si è addirittura visto donare la presidenza del consiglio comunale e un assessorato da sempre in conflitto d’interessi. Se la stessa parte politica che ha detto che non andava alle riunioni del consiglio comunale perché si annoiava, dimenticandosi che garantire il numero legale è essenziale affinché la minoranza possa assolvere il suo compito in un sistema maggioritario come quello che è vigente.
    Se è vero tutto questo..allora Michelini può star tranquillo.

Banner
Banner
Banner