La protesta in Consiglio: “Viterbo non è una caserma, siamo tutti accattoni molesti”

La protesta in Consiglio: “Viterbo non è una caserma, siamo tutti accattoni molesti”

Impugnando cartelli con scritto “Siamo tutti accattoni” i cittadini hanno protestato contro la presentazione dell’ordine del giorno contro l’accattonaggio molesto.

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“Viterbo non è una caserma, siamo tutti accattoni”. È il messaggio comunicato da alcuni cittadini al Consiglio comunale durante la seduta di ieri pomeriggio. Impugnando cartelli con scritto “Siamo tutti accattoni” i cittadini hanno protestato contro la presentazione dell’ordine del giorno contro l’accattonaggio molesto che doveva essere discusso in giornata (poi la discussione è stata rimandata, qui).

L’iniziativa del consigliere di minoranza Gianmaria Santucci, amplificata dall’affissione del manifesto “Viterbo non è un albergo” di Chiara Frontini, firmataria anche lei dell’odg, doveva essere oggetto del Consiglio di ieri pomeriggio.

È stato anche distribuito un volantino, a firma dell’Unione sindacale di base, che ha protestato proprio con il manifesto stesso. “Riteniamo non accettabile – scrive Usb – questo atteggiamento teso a creare guerre tra poveri solo per accaparrarsi voti alle prossime elezioni comunali del 2018. Armare i penultimi contro gli ultimi solo per portare acqua al proprio mulino è immorale e dannoso”.

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