Viterbo, il capoluogo perduto. Analizzare un problema per superarlo

Viterbo, il capoluogo perduto. Analizzare un problema per superarlo

Il mancato ruolo di Viterbo come capoluogo di provincia. Un dato di fatto sotto gli occhi di tutti. Al punto che nella campagna elettorale di ormai quasi cinque anni fa il sindaco di oggi Leonardo Michelini promise che si sarebbe impegnato per ridare il ruolo di capoluogo alla città dei papi.

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Il mancato ruolo di Viterbo come capoluogo di provincia. Un dato di fatto sotto gli occhi di tutti. Al punto che nella campagna elettorale di ormai quasi cinque anni fa il sindaco di oggi Leonardo Michelini promise che si sarebbe impegnato per ridare il ruolo di capoluogo alla città dei papi.

Rispetto al 2013 in realtà poco o nulla è cambiato. Anzi Viterbo, anche per crescita di altre parti della provincia, si trova sempre più in difficoltà. Giocoforza il tema, centrale più di quanto possa sembrare, finirà dritto dritto nella pancia della nuova campagna elettorale. Potete scommetterci. E le varie forze politiche e civiche pronte a scontrarsi per l’ascesa a Palazzo dei Priori, che ricordiamo è un importante centro di potere e anche dotato di una significativa cassa (a dispetto di che predica sempre che “non ci sono soldi”), dovranno fermarsi a ragionare su proposte per ridare centralità di capoluogo a Viterbo.

Per questo, per aprire un dibattito sull’argomento, abbiamo lanciato ‘Viterbo, il capoluogo perduto’. Uno spazio aperto dove proporre riflessioni, spunti ma anche ospitare lettere di cittadini di varia intelligenza e appartenenza. Chiediamo a intellettuali, imprenditori, politici, rappresentanti di associazioni di categoria e realtà culturali a inviarci dei contributi.

Potete scriverci a [email protected] La vita di un territorio dipende anche dalla vivacità del dibattito civile e culturale che si alimenta al suo interno. Chi vuole può anche chiedere l’anonimato del suo contributo. Ci interessano le idee e le letture. 

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