Viterbo è come Roma: almeno per il traffico

Viterbo è come Roma: almeno per il traffico

Viterbo come Roma tra apertura delle scuole, lavori non iniziati (vedi Torre di via Raniero Capocci), nuovi cantieri aperti con tempistiche discutibili (via Belluno\via Genova) e macchine in doppia fila tollerate (via della Palazzina).

ADimensione Font+- Stampa

Viterbo come Roma tra apertura delle scuole, lavori non iniziati, nuovi cantieri aperti e macchine in doppia fila: Viterbo è un bloccata dal traffico quasi come la Capitale. Tra la chiusura dell’accesso a via Belluno da via Genova proprio nei giorni di apertura delle scuole, che ogni anno portano all’incrementarsi esponenziale del traffico nelle ore di uscita dagli istituti e non solo; la mancata sistemazione della Torre di via Raniero Capocci transennata da novembre 2016, con conseguente riduzione dello spazio per la carreggiata; le macchine tollerate in doppia fila in via della Palazzina che contribuiscono a rallentare il traffico, attraversare il quadrante nord della Città verso sud è diventato un vero e proprio incubo.

Se si apprezzano i (benvenuti) lavori in via Belluno\via Genova,serviranno a smaltire gli ingorghi, è difficile apprezzare le tempistiche degli stessi, che hanno portato alla chiusura dell’imbocco della stessa via Belluno proprio nei giorni in cui hanno riapertura delle scuole. Per la cronaca il termine dei lavori è atteso per i primi di novembre, ma la strada potrebbe essere riaperta prima. Difficile apprezzare anche le lentezze su via Raniero Capocci, dove le crepe allargatesi dopo i terremoti dello scorso anno, hanno portato a una riduzione della carreggiata che ancora non è stata risolta.

L’amministrazione, almeno secondo le dichiarazioni dell’assessore Alvaro Ricci, ha colto l’occasione per inserire gli interventi di messa in sicurezza della Torre all’interno di un progetto di più respiro più ampio che dovrebbe coinvolgere anche altre torri cittadine. I tempi però iniziano ad essere troppo lunghi: lo stesso Ricci ci aveva detto all’inizio dell’estate che le pratiche burocratiche erano quasi arrivate al termine e che i lavori si sarebbero potuti fare prima di Santa Rosa. Cosa non avvenuta.

Poi ci sono le piccole e grandi inciviltà quotidiane tollerate che non aiutano a lasciar fluire lo scorrere delle troppe automobili in transito nei pressi delle mura. Via della Palazzina ne è l’esempio principale: difficile transitare sulla via a doppio corsia senza trovarne una puntualmente occupata da una manciata di auto parcheggiate in doppia fila.

E usare l’auto diventa un incubo, in un contesto nel quale l’incentivo ad uscire a piedi o con i mezzi pubblici non si intravede minimamente. Basta vedere come sono messi i nostri Marciapiedi.

Banner
Banner
Banner