Viterbo: da underbranded a overbranded?

Viterbo: da underbranded a overbranded?

Da brand a brand. Il comune di Viterbo prova a voltare pagina e a guardare altrove per attirare turisti da tutto il mondo. Ma passeremo dal troppo al troppo poco? In pochi giorni emergono dalla macchina amministrativa diverse strategie per brandizzare Viterbo. Saranno coordinate?

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San_Lorenzo_ViterboDa brand a brand. Il comune di Viterbo prova a voltare pagina e a guardare altrove per attirare turisti da tutto il mondo. Ma passeremo dal troppo al troppo poco? In pochi giorni emergono dalla macchina amministrativa diverse strategie per brandizzare Viterbo. Saranno coordinate?

Per promuovere Viterbo ieri vi abbiamo raccontato dell’idea dell’amministrazione di indire un concorso di idee per reinventare il marchio della città da proporla “oltre le mura” rendendola più appetibile. Anzi più che de “il marchio” si dovrebbe parlare de “i marchi” perché nell’idea della giunta Michelini sono 6 le idee di città, divise in due sezioni, da proporre. Come vi avevamo spiegato ieri infatti si parla di architettura etrusco-romana, medioevale e rinascimentale e di marketing territoriale inquadrato nella città del benessere, in quella dei sapori e dell’immagine.

Una idea che avevamo criticato per quella che sembrava essere una “strana” dimenticanza. Ovvero quella di un percorso da individuare sui temi contemporanei che fungesse da stimolo per le realtà che lavorano in questa città, e quella di un percorso da dedicare alla Viterbo dei Papi.

A questa volontà di indire il concorso di idee si aggiunge quella dell’assessore Giacomo Barelli raccontata ieri mattina da Carlo Maria Ponzi su Il Messaggero e riguarda Expo2015. La volontà sarebbe quella di promuovere “due brand di rilievo (Viterbo e i Papi e la Macchina di santa Rosa, ndr) ai quali legare la conoscenza e la promozione del nostro agro-alimentare, del meglio dei nostri prodotti tipici che, con un adeguato sostegno a livello di marketing territoriale – ha dichiarato Barelli a Il Messaggero – devono essere messi nella condizione di competere ad armi pari con omologhe produzioni del Mediterraneo”.

Insomma da un lato si investe su alcuni brand (architettura etrusco-romana, medioevale e rinascimentale e città del benessere, dei sapori e dell’immagine) e dall’altro su altri (Papi e Macchina di santa Rosa). Ci sarà un coordinamento tra queste, encomiabili, idee?