Viterbo città delle (ex) belle fontane, ridotte a parcheggio. Il caso di Piazza della Morte

Viterbo città delle (ex) belle fontane, ridotte a parcheggio. Il caso di Piazza della Morte

Viterbo è un "paesone" dove le regole sono relative e diventa possibile un po' per chiunque fare ciò che vuole, anche scempio del decoro cittadino. Alcuni scatti per denunciare una deriva senza argini.

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Le fontane viterbesi sono il simbolo di una città che ha avuto, in altri secoli, una grande capacità di essere protagonista. Oggi sembra essere andato tutto perso nella notte dei tempi e il capoluogo della Tuscia più che a una città intelligente somiglia molto a un grande “paesone”.

Un “paesone” dove le regole sono relative e diventa possibile un po’ per chiunque fare ciò che vuole, anche scempio del decoro cittadino. Il fallimento dell’amministrazione Michelini nella tutela delle piazze e delle fontane del centro storico è sotto gli occhi di tutto. Questi scatti che vi proponiamo non sono che una delle tante testimonianze. Chi vive il centro storico conosce bene il fenomeno.

Sta di fatto che la decisione di sgombrare le piazze del centro dalle auto non ha trovato applicazione nella realtà. Nessuno rispetta la decisione di Palazzo dei Priori e piazza Fontana Grande, Santa Maria Nuova, San Carluccio e addirittura piazza del Comune diventano di sera, specie il sabato, dei grandi parcheggi selvaggi.

Il parcheggio è libero anche a piazza della Morte e del Gesù, proprio a ridosso delle monumentali fontane. 

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