Viterbo città delle (ex) belle fontane – Il caso piazza delle Erbe

Viterbo città delle (ex) belle fontane – Il caso piazza delle Erbe

Lontani i tempi della campagna elettorale dove l'allora candidato e oggi sindaco Leonardo Michelini prometteva grande cura per questo tipo di patrimonio cittadino, che valse a Viterbo in altri tempi l'appellativo di "città delle belle fontane".

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Una volta era bellissima, oggi è tutta “sbrodolante” e ripiena di melma. Siamo a piazza delle Erbe, sulla carta uno dei salotti della città di Viterbo, e quella al centro è la fontana dei leoni.

Un esempio di stile barocco, disegnata dal pittore viterbese Caparozzi e realizzata nel 1621. Nel 1625 fu rifatta la vasca dallo scalpellino Antonio Pieruzzi. Nel 1877 furono aggiunti una ringhiera in ferro e i leoni marmorei che sovrastano la fontana, scolpiti dall’artista Pio Fedi. Dagli scalini ottagonali si accede alla fontana ornata da stemmi come quello del Comune; ne compaiono altri sotto le mensole poste a sostegno delle sculture leonine. Interessante il globo sotto la zampa dei leoni con su scolpita la scritta Faul, iniziali dei quattro castelli da cui secondo leggenda la città ebbe origine.

piazza erbe 02

Oggi più che un abbellimento del centro storico anche questa fontana lascia perplessi. Lontani i tempi della campagna elettorale dove l’allora candidato e oggi sindaco Leonardo Michelini prometteva grande cura per questo tipo di patrimonio cittadino, che valse a Viterbo in altri tempi l’appellativo di “città delle belle fontane”.

Lontane anche le promesse di stuoli di consiglieri comunali che all’inizio della consigliatura si sperticarono in volontà di adottare ognuno una fontana. Oggi sono chiaramente tutte orfane. 

Decarta racconta la Tuscia