Viterbo che fu\  Dio ce lìbbere dal gran gelo dil mese de febbràro

Viterbo che fu\ Dio ce lìbbere dal gran gelo dil mese de febbràro

Il proverbio vuole avvertire che se il mese di gennaio sarà soleggiato, quasi primaverile, potrebbe seguire un febbraio molto freddo

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“Lo Stròlico”

Dio ce lìbbere da la primavera dil mese de ginnàro e dal gran gelo dil mese de febbràro.

Il proverbio vuole avvertire che se il mese di gennaio sarà soleggiato, quasi primaverile, potrebbe seguire un febbraio molto freddo. Certo, non è proprio il caso di questo gennaio 2017 ma l’insolito caldo ad inizio anno potrebbe far germogliare prematuramente semi e piante da frutto, che rischiano di rimanere bruciati dalle gelate dei mesi successivi. Malgrado il tempo asciutto e soleggiato di questo periodo, gli ultimi tre giorni di gennaio nella cultura popolare viterbese (ed in quella di altre regioni) vengono detti “i giorni della merla”; in riferimento ad una leggenda che ha come protagonista una merla che si rifugiò in un camino per ripararsi dal forte freddo di questo mese. Credendo poi di aver superato il periodo più rigido, uscì e si rivolse al Cielo dicendo: “Più non ti curo Domine, che uscita son dal verno!”. Gennaio, che un tempo aveva 28 giorni, per punire la superbia dell’uccello, ne chiese in prestito tre a febbraio e li rese ancora più freddi di quelli già trascorsi. Si racconta pure che la merla, il cui colore delle penne era bianco, per questo suo comportamento se le ritrovò tutte nere.

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