Viterbo Ambiente, i silenzi dell’opposizione e la poca trasparenza su questioni fondamentali

Viterbo Ambiente, i silenzi dell’opposizione e la poca trasparenza su questioni fondamentali

La raccolta differenziata sta facendo bene alle casse del Comune di Viterbo? E all'occupazione? Forse fornire dati positivi in questa direzione stimolerebbe i viterbesi a sopportare con maggiore serenità i tanti disagi che stanno vivendo su questo fronte. Ma ci sono dati positivi?

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consiglio-vuotoViterbo Ambiente, perché nonostante i disservizi è così difficile prendere le distanze dalla società? E perché l’opposizione del centrodestra storico fatica così tanto a “bacchettare” la maggioranza su questo fronte?

Quella di Viterbo Ambiente e di un servizio di raccolta rifiuti che lascia a desiderare è una storia particolare. Il contratto tra il Comune di Viterbo e la ditta è un qualcosa che l’amministrazione Michelini si è trovata in eredità dalla precedente gestione di Giulio Marini.

Nonostante questo e nonostante i numerosi schiaffi, incassati praticamente ogni giorno, gli attuali amministratori fanno fatica a prendere una posizione netta. Una posizione, per intenderci, simile a quella presa dal sindaco Francesco Bigiotti con la Gest.A a Bagnoregio. L’assessore Raffaella Saraconi non ha fatto mistero di essere tentata dalla rescissione del contratto. Ma sono rimaste tutte parole.

E’ vero che chiudere con Viterbo Ambiente, e sembrerebbero non mancare motivazioni sensate e oggettive per farlo, aprirebbe sulla città una situazione delicata. Ma è anche vero che il contratto firmato a suo tempo non è uno dei migliori possibili. Allora perché tanta titubanza? Ma soprattutto: perché l’opposizione del centrodestra storico (esclusi quindi Viterbo2020 e 5Stelle) non colpisce più di tanto su questo fronte, mentre è molto attiva su tanti altri?

Recentemente siamo venuti a sapere che i ricavi che la città realizza dai risparmi sul conferimento in discarica, resi possibili grazie alla raccolta differenziata, finiscono nelle casse di Viterbo Ambiente e non del Comune. Allora perché i viterbesi dovrebbero caricarsi l’onore di differenziare? Soltanto per spirito ambientalista? Forse può essere un buon motivo, ma non è certo il massimo.

Altro punto: la raccolta differenziata è in grado di produrre aumenti dell’occupazione. Nella città dei papi è successo? Quante sono le unità di personale impegnate nella raccolta rifiuti? Sono più o meno rispetto agli anni passati?

Sarebbe il caso che la società o il Comune fornissero risposte dettagliate anche in questo senso. Forse venendo a sapere che grazie alla differenziata si risparmiano soldi e si aumenta l’occupazione i viterbesi sarebbero più contenti di dover pagare gli attuali disagi. Perché non c’è trasparenza su questi due temi?

  • Tenero Giacomo

    Il problema è che si tratta di un’appendice scomoda della vicenda CEV. Un affare dimostratosi utile soprattutto per sbattere il mostro in prima pagina ma sul quale nessuno, stampa coeva compresa, ha mai avuto interesse ad approfondire le tematiche. Una mega-inchiesta della Procura che visti i capi di imputazione – probabilmente – finirà con un nulla di fatto: vari procedimenti alla Corte dei Conti che hanno colpito soprattutto i peones e gli yes-men ed una improbabile azione per responsabilità civile promossa forzatamente dal signor Ragioniere Capo nei confronti di alcuni soggetti senza poteri (peraltro scelti con cautela per non disturbare troppo in alto). Così si va avanti. Senza cambiare, ma proprio per non cambiare.

  • pascal91

    immondizia non ritirata, strade spazzate se va bene una volta all’anno, sporcizia ovunque, ma il contratto (da 49 milioni di euro!!) per raccolta rifiuti e spazzamento stradale con viterbo ambiente è intoccabile: un grazie a Marini che lo ha stipulato, e a Michelini che non lo rescinde… saranno mica collusi con un certo Cerroni, proprietario di malagrotta, arrestato, socio di viterbo ambiente?

  • Luigi Tozzi

    Hai ragione Tenero Giacomo. Eppure le carte ci sono ed un buon giornalista non avrebbe difficoltà a trovarle e a chiederne conto.