Viterbesi nel mondo – Luca Loia, il viterbese meccanico a Londra

Viterbesi nel mondo – Luca Loia, il viterbese meccanico a Londra

Luca Loia, classe 1990, nato a Viterbo e a Londra da 8 mesi. Da 10 anni meccanico di automobili e sta continuando a fare questo lavoro anche oltre Manica.

ADimensione Font+- Stampa

Luca Loia, classe 1990, nato a Viterbo e a Londra da 8 mesi. Da 10 anni meccanico di automobili e sta continuando a fare questo lavoro anche oltre Manica.

Come vive oggi? Durante la settimana dopo il lavoro esce la sera con degli amici che piano piano si sta facendo e ogni sera vanno in un locale o pub diverso. “Qui c’è sempre da divertirsi e non ci si annoia mai, c’è sempre qualcosa di nuovo e divertente da vedere o da fare, è sempre festa tutta la settimana. Il fine settimana può capitare che invece di rimanere a Londra esco un po’ fuori e visito altre città vicine, vivendo qui ho la fortuna di visitare altri posti dell’Inghilterra”, ci racconta di lui. Gli piace lo sport e la musica e suona la chitarra da un po’ di anni ma da quando è all’estero ha iniziato a suonare un altro strumento: la batteria. Lo abbiamo contattato e con lui aggiungiamo su La Fune una nuova storia nello spazio dedicato ai viterbesi che hanno deciso di lasciare la Tuscia per andare a vivere all’estero. Se avete amici o parenti viterbesi all’estero segnalatelo a La Fune, potete scrivere a [email protected] Così potremo raccontare la loro esperienza e il loro punto di vista.

 

Dove ti trovi oggi, quando e perché sei partito?

Da circa 8 mesi vivo a Londra. Esattamente vivo nella zona ovest della città: ad East Acton. Non lontanissimo dal centro. Sono partito dall’Italia il 25 febbraio scorso. L’idea di andarmene l’avevo in testa già da un anno, ho preso questa decisione perché avevo problemi al lavoro: stipendio, ore diminuite e poi anche perché l’officina in cui lavoravo non mi avrebbe portato tanto lontano. Cosi ho iniziato a mandare curriculum alle officine di Londra e dintorni, prima di abbandonare il mio lavoro a Viterbo; perché comunque, anche se non stavo messo bene, avevo un contratto a tempo indeterminato da 10 anni. Così una volta trovato il lavoro qua sono partito. Potevo anche rimanere a Viterbo e aprire una cosa per conto mio ma non me la sono sentita sinceramente. Non è un buon momento per aprire un attività secondo me, volevo cambiare aria, stare per conto mio essere autonomo e poi stare lontano da casa fa bene e ti fa crescere in tutto.

Raccontaci il giorno della partenza. Cosa hai fatto e che hai pensato?

“Il giorno della partenza ero felice e tranquillo. Avevo la mente libera e senza preoccupazioni. Sapevo che stavo partendo per una nuovo strada una nuova vita e che sarebbe andato tutto a buon fine. Cosi ho fatto i bagagli. Mi hanno accompagnato i miei genitori, mio fratello, mia cognata e i miei nipoti; certo per loro non è stato facile. Soprattutto per i miei genitori ma poi piano piano ci si abitua. Sono partito da solo, senza avere agganci qui a Londra”.

Pensi mai alla Tuscia, cosa ti manca?

“Sinceramente quando sono qua non ci penso spesso. Cerco di vivere il presente nel posto in cui mi trovo. Non puoi stare qua e pensare alle cose dell’Italia e viceversa quando sono in Italia. Devi vivere il presente e sentirti a casa nel posto in cui ti trovi in quel momento, anche se non è la tua vera casa. Questo è come la penso io anche se so che non è facile per tutti. Comunque mi manca la cucina italiana”.

Cosa non ti manca?

“Non mi manca Viterbo. Negli ultimi tempi mi aveva annoiato molto, non c’era più tanto divertimento come una volta. Prima facevano più cose, era più movimentata. Ora finita Santa Rosa la città muore. Giusto il fine settimana un po’ di movimento ma nulla di che, potrebbero fare più cose comunque”.

Pensi mai di ritornare?

“Sinceramente non è un pensiero che mi passa per la testa ora. Per il momento sono concentrato qui con il lavoro, la musica e vorrei rimanere il più possibile portando avanti questa esperienza in entrambi i lati, poi chi lo sa forse un giorno tornerò ma non ora”.

Cosa hai portato via della tua terra nella valigia?

“Ho portato con me i ricordi dei posti in cui sono stato, i momenti trascorsi con la mia famiglia con i miei amici e altre persone che sono state importanti nella mia vita”.

Le tre differenze positive più importanti tra quello che c’è dove ti trovi ora e la tua terra d’origine?

“Tre cose positive di qui: meritocrazia sul lavoro, cosa che in Italia sta scomparendo o già non c’è più. Qui se vali, se sei bravo nel tuo settore, puoi fare una bella carriera. Mezzi pubblici efficientissimi puntuali tutti collegati bene tra una zona e l’altra e tutti pagano i mezzi, qualsiasi mezzo pubblico, qui non puoi fare il furbo salire e non pagare come in Italia molti fanno. Libertà in generale, qui sono tutti più aperti mentalmente, città multietnica si convive bene tutti insieme con persone che vengono da altre parti del mondo, qui non ti giudicano per come sei vestito o altro”.

E le tre differenze negative?

“Tre cose negative sono: il cibo, qui puoi mangiare di tutto ma la vera cucina italiana vince sempre. Il tempo non è sempre dei migliori anche se non è vero che piove sempre. Comunque la maggior parte dei giorni è nuvoloso o comunque sempre variabile. Poi altro tasto dolente sono gli affitti alti. Si sa Londra è molto cara sugli affitti ma questo non vuol dire che è impossibile vivere qui”.

Un saluto a chi è rimasto a casa e un consiglio ai giovani viterbesi …

“Un saluto alla mia famiglia e ai miei amici e un abbraccio forte al mio cane. Il mio consiglio a chi è rimasto a casa è questo: se avete in mente di partire fatelo senza pensarci due volte, sia per studiare sia per lavorare. E’ comunque una bella esperienza che vi rimane nella vita, una cosa che vi fa crescere, anche se magari pensate che non volete rimanere via per tanto è secondo me un trampolino di lancio verso un futuro migliore, perché purtroppo il futuro per noi giovani in Italia non me lo immagino per ora”.