Vita da numeri 1 – Un giovane chiamato Luca Profili

Vita da numeri 1 – Un giovane chiamato Luca Profili

Ho sempre paragonato le persone alla forma geometrica del cubo. Tante facce diverse in relazione al contesto in cui si muovono, lavorano o in funzione delle circostanze con le quali mettono in gioco la loro personalità.

ADimensione Font+- Stampa

Ho sempre paragonato le persone alla forma geometrica del cubo. Tante facce diverse in relazione al contesto in cui si muovono, lavorano o in funzione delle circostanze con le quali mettono in gioco la loro personalità.

Ci sono avvocati in giacca e cravatta che tornano a casa la sera e si mettono ai fornelli. Artigiani che tolta la tuta da lavoro indossano i “panni” amorevoli dei padri di famiglia e assistenti sociali che si prodigano per gli altri e che poi magari, allo stadio, diventano dei veri e propri ultrà.

Tutto cambia in un attimo in quel piacevole riscoprirsi che permette a ognuno di noi di essere tutto e il contrario di tutto. Come dei veri e propri camaleonti che cambiano il colore della pelle in base alla situazione. In questa storia di cambiamenti si trova anche un amico e un “collega” che stimo e a cui gli auguro le migliore fortune del mondo: Luca Profili.

In questo presente così carico di riconoscimenti e successi sarà anche il vicesindaco di Bagnoregio ma per tanti, me compreso, è anche un grande numero 1. Un portiere dalla personalità marcata e l’affidabilità di chi conosce gioie e dolori di un ruolo tanto affascinante quanto dannato.

Qualcuno potrebbe farsi la domanda del perché Luca Profili lo considero uno da #vitadanumeri1. In fondo è solo uno dei tanti ragazzi che ricopre un ruolo politico e che gioca a calcio, ma la differenza che vedo nel suo modo di esprimersi, di risolvere i problemi e di mettere in risalto quanto di bello ha da mostrare il suo paese, è che riesce a trasmettere, in maniera totale, quella passione che è sempre più complicato riuscire a tirare fuori nei giovani di oggi.

E’ facile alzare le spalle, lamentarsi e piangersi addosso, la vera libertà è essere padroni assoluti delle proprie idee. Metterle al servizio di tutti senza aspettarsi niente in cambio con la consapevolezza che anche un piccolo gesto possa fare veramente la differenza.

Una volta andai a una premiazione a Bagnoregio ed essendo due portieri mi hanno fatto consegnare il riconoscimento da lui. Finita la cerimonia decidemmo di andare a pranzo insieme a Civita di Bagnoregio in una giornata che difficilmente riuscirò a dimenticare per il susseguirsi di emozioni.

La giornata era bellissima e pranzammo all’aperto in una piazzetta lontana da quella principale. Sembrava che il tempo si fosse fermato e i telefoni erano solo degli oggetti da tenere rigorosamente in tasca. Il sole scaldava il nostro tavolo e il silenzio era rotto solo dalle nostre chiacchiere e dalla cameriera che di volta in volta ci serviva da mangiare.

Finito di pranzare facemmo una passeggiata tra quei vicoli che esaltano al meglio la bellezza di quel borgo al limite del reale. Tante persone lo fermavano ed era sempre un piacere vederlo come si rivolgeva a loro con quel modo rassicurante, educato e preparato. Tante volte sorridevo tra me e me perché nemmeno dava l’impressione di avere solo 28 anni.

La prima volta che ci eravamo incontrati era su un campo da calcio con quella spensieratezza e con quell’agonismo leale di chi vuole avere la meglio e lo ritrovavo in quella veste nuova di chi aveva sempre la giusta soluzione a ogni problema. Amico al tavolo, personaggio pubblico tra la gente e bambinone tra i parenti che con orgoglio se lo coccolavano quando passava a salutarli. Fondamentalmente è questo che deve fare la differenza nelle persone…il saper essere la cosa giusta al momento giusto.

È inutile che cerchiamo modi particolari o ci inventiamo frasi a effetto per dimostrare il nostro valore perché a volte la vera carta d’identità di una persona è la naturalezza con la quale affronta la difficile corsa ad ostacoli della vita.
Ogni momento è un’occasione di crescita. Ogni incontro è un arricchimento e ogni singola stretta di mano è la possibilità di conoscere quel diverso che tante e troppe volte fa paura.

È troppo facile nascondersi dietro la frase “I giovani non hanno voglia di fare niente”. Ormai questo discorso fa acqua da tutte le parti. È finito il momento delle scuse e del rimandare. I giovani hanno bisogno di essere coinvolti. Hanno bisogno di essere esaltati e hanno una voglia matta di essere messi nelle condizioni di esprimersi al meglio.

Questo era Luca Profili. Un giovane come tanti ma che grazie a Francesco Bigiotti, il sindaco di Bagnoregio, ha avuto la possibilità finalmente di dire qualcosa. Ha avuto la possibilità di sentirsi importante per il suo paese e ha saputo mettere a disposizione la freschezza dei suoi anni con la passione di chi vuole veramente cambiare le cose.

Cercate i vari Luca Profili. Ce ne sono tanti. Più di quanti pensiate. Una volta trovati poi non ve li fate assolutamente scappare perché sarà solo grazie a loro che un giorno ci rialzeremo e guarderemo una volta per tutte al futuro con la fiducia di chi è padrone del proprio tempo. #vitadanumeri1