Vita da numeri 1 – E chi se lo dimentica “Balloneggio”, “Corri campione Blera è con te”

Vita da numeri 1 – E chi se lo dimentica “Balloneggio”, “Corri campione Blera è con te”

Eravamo in tanti. Quasi tutta Blera si era trasferita a Monteromano per il passaggio del 95esimo Giro d'Italia. Un evento spettacolare a cui non eravamo abituati, dal momento che non era mai passato cosí vicino. Ma quel giorno non si trattava della classica corsa rosa. Quel giorno tra tutti quei campioni c'era anche il nostro Alfredo Balloni.

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Balloneggio. E chi se lo dimentica quel 15 maggio del 2012.
Eravamo in tanti. Quasi tutta Blera si era trasferita a Monteromano per il passaggio del 95esimo Giro d’Italia. Un evento spettacolare a cui non eravamo abituati, dal momento che non era mai passato cosí vicino. Ma quel giorno non si trattava della classica corsa rosa. Quel giorno tra tutti quei campioni c’era anche il nostro Alfredo Balloni.

Ricordo come allora l’emozione di quando venni a sapere che avrebbe partecipato e ricordo l’incredibile stupore quando, nella seconda tappa, collegandomi in ritardo, venni a sapere che era in fuga e che si stava ritagliando finalmente quello spazio dopo una gioventù passata quasi interamente in sella a una bicicletta.

Sulla Rai parlavano di lui e di quello straordinario atleta che da giovane aveva vinto tutto ma che tra i professionisti faticava a mettersi in mostra. Parlavano finalmente di quel ragazzo che ho sempre ammirato per la sua caparbietà e voglia di arrivare.

Lui era lì, insieme a quelli che contano. Era con i ciclisti veri e non con quelli che per passione riempiono le strade della nostra provincia. Quel giorno ricordo che indossò per la prima volta della storia la maglia azzurra che identificava la miglior posizione per il gran premio della montagna. Per la prima volta perché da quell’anno avrebbe sostituito la maglia che fino ad allora aveva il colore verde.

Che emozione, quante sensazioni uniche che solo al pensiero mi fanno accelerare i battiti del cuore. Quella maglia la difese con tutte le sue forze fino alla sesta tappa quando solo una brutta caduta, quando era nuovamente in fuga, riuscì a spianare la strada a Rubiano Chavez.

Non la voleva lasciare, la difendeva con i denti perché il suo sogno era poterla sfoggiare nella sua giornata, in quella decima tappa che aspettava da mesi e con cui il destino forse lo voleva ripagare per tutto quello che aveva dato a questo sport facendolo passare a 10 chilometri dalla sua casa. Tra la sua gente e in quelle strade che lo avevano visto crescere e diventare un professionista.

I preparativi iniziarono qualche giorno prima e quella mattina eravamo tutti sulla salita che precedeva l’arco di Monteromano. Sull’asfalto la grande scritta “BALLONEGGIO” , motto della nostra euforia travolgente e un grande cartellone recitava “Corri Campione Blera è con te”. Il tifo era da stadio e si respirava il piacere di stare tutti insieme.

Inizio a fare fatica a scrivere perché gli occhi iniziano a diventare lucidi e carichi di tutta quella attesa che ricordo esplose in maniera dilagante quando lo vedemmo far sfilare il gruppo per poter ricevere quella meritata ovazione che spetta solamente a chi sta facendo un qualcosa di straordinario.

Non contenti con alcuni presenti prendemmo la macchina e ci mettemmo in viaggio per raggiungere Assisi per il finale di tappa. Sembra di riviverlo quel momento ed è un qualcosa di spettacolare. Sembra oggi quando in realtà sono passati anni. Con un amico non appena lo vedemmo tagliare il traguardo, scavalcammo le transenne e una volta arrivati a lui lo trovammo piegato sul manubrio della bicicletta, stremato dalla fatica e dolorante per un’altra caduta che aveva avuto la mattina.

Quando ci vide non realizzò subito. Non riusciva a capire se quella fosse un’apparizione dovuta alla botta o se davvero eravamo lì con lui, a condividere quel momento. Era tutto vero. Eravamo lì come eravamo al suo albergo qualche ora dopo per farci raccontare a caldo quello che aveva provato in quella tappa così speciale e quali erano le sue sensazioni. Purtroppo ci confermò che il dolore per le due cadute lo metteva in serio rischio per le giornate successive e infatti qualche giorno dopo lasciò definitivamente la corsa.

Dopo la bellissima esperienza con la Farnese-Vini Alfredo l’anno successivo firmò per per la Ceramica Flaminia-Fondriest e oggi sta ottenendo grandi successi con la Mountain bike e con la Balloni Accademy, nata per tutti gli appassionati che vogliono degli allenamenti personalizzati per il ciclismo.

Forse qualcuno si sarebbe aspettato di meglio. Altri sicuramente avrebbero voluto che di quelle giornate al Giro ce ne fossero state altre ma credo che tutte queste persone possano essere orgogliosi dell’atleta pulito che hai sempre voluto essere in un mondo come quello del ciclismo che a livello professionistico nasconde ancora troppi fantasmi.

Chissà cosa pensi e chissà quanto rifletti ancora a quello che poteva essere, ma ricordati sempre che quel 15 maggio 2012 hai dimostrato a tutto il tuo paese che i sogni si possono realizzare dal momento che quel giorno nel tuo sogno c’eravamo anche noi. #vitadanumeri1

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