Vita da numeri 1 – Alessandro Polidori: sogno o son desto?

Vita da numeri 1 – Alessandro Polidori: sogno o son desto?

Sono tante le storie che si potrebbero scrivere sui campi di calcio. Alcune drammatiche, altre esaltanti. Ci sono storie ricche di fascino e altre cariche di rabbia.

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Sono tante le storie che si potrebbero scrivere sui campi di calcio. Alcune drammatiche, altre esaltanti. Ci sono storie ricche di fascino e altre cariche di rabbia.

Qualcuno che getta nel cassonetto un talento solo per non essere riuscito a modellare un carattere mentre altri che sono riusciti a tirar fuori dalle proprie potenzialità quel massimo che gli ha permesso di arrivare fino in fondo.
E’ in questo fitto intreccio di racconti, di favole e di incubi, che crescono i ragazzi in questo mondo, quello del calcio, così abituato a imprevisti e a continui colpi di scena. A ribaltamenti talmente ricorrenti che se non hai le spalle abbastanza larghe rischi di perderti e di non ritrovarti più.

Al genio e sregolatezza ho sempre preferito chi la sua giornata, il suo nome e il suo valore lo ha sempre rincorso e trovato. Chi non ha mai smesso di sognare e chi ha sempre cercato di migliorarsi. Un esempio per tanti bambini che sognano di diventare calciatori è senza dubbio Alessandro Polidori, l’attaccante della Pro Vercelli. Residente a Vejano ma blerano per adozione, Alessandro è tutto quello che significa avere fame di arrivare.

Umile, educato e disponibile ha sempre saputo ritagliarsi il suo spazio in un calcio che al giovane di talento ha sempre preferito l’usato garantito. A grandi nomi con cui ha sempre dovuto contendersi il posto ha sempre risposto con la forza della pazienza e il rispetto incondizionato. Doti che gli hanno sempre permesso di raggiungere traguardi importanti fino ad allora impensati.

Esploso definitivamente in Serie D nel Flaminia Civita Castellana nelle stagioni 2013-2014 e 2014-2015 approda nel professionismo l’anno successivo con la maglia del Rimini in Lega Pro. Una stagione difficile dal punto di vista societario ma che ha permesso all’attaccante viterbese di mettersi in luce nel calcio che conta.

Dopo la stagione in Emilia arriva la grande chiamata dal Pescara con la firma sul primo contratto vero. Quel contratto su cui, come nei sogni più belli, c’è scritto Serie A. Un semplice pezzo di carta sottile ma tremendamente pesante da tenere in mano. Un foglio all’ apparenza normale ma capace di far tremare la mano come nelle peggiori paure.

Il Pescara di Oddo lo acquista a titolo definitivo ma lo gira in prestito di nuovo in Lega Pro. Questa volta ad Arezzo, in quella città che lo aveva già imparato ad amare ai tempi del settore giovanile e in una città dove il suo partner d’attacco era il già famoso Davide Moscardelli.

E’ passato qualche anno dagli esordi in Serie D. Quel viso pulito e sorridente ha iniziato pian piano a sporcarsi con la barba e con la durezza di un calcio che vede rose e fiori solo attraverso la televisione. Il calcio professionistico è sacrificio, sudore, competizione. E’ attenzione verso chi hai vicino e capacità di saper riconoscere l’amico sincero da quello pronto a pugnalarti alle spalle. Un calcio di tifosi pronti a regalarti la gloria ma allo stesso tempo capaci di gettarti all’ inferno.

Ad Arezzo Alessandro dimostra nuovamente che in quel calcio ci può stare gonfiando la rete per altre dieci volte.
A fine stagione come da contratto torna nel capoluogo abruzzese alla corte di Zeman. Nel frattempo il Pescara è retrocesso in serie B e le aspettative di una città ferita per la perdita della massima serie non permettono alla società di scommettere su un attaccante alla prima esperienza nella serie cadetta.

Dopo tante richieste e in questa estate torrida Polidori passa a titolo definitivo alla Pro Vercelli in una Serie B che per la stagione 2017-2018 vede partecipare squadre come Bari, Parma, Venezia, Perugia, Frosinone, Brescia, Palermo, Empoli e tante altre. Società da sempre protagoniste anche nella massima serie e con stadi che sanno regalare emozioni solo a guardarli dal divano di casa.

L’inizio sembra in salita come d’altronde tutte le prime volte. Il salto di categoria richiede tempo di adattamento e uno sforzo maggiore ma del resto le soddisfazioni più grandi sono proprio quelle che arrivano dal sudore e dalla voglia matta di dimostrare che ci sei anche tu.

Ci sono calciatori che sembrano essere nati con la camicia e che viaggiano sempre a vele spiegate mentre per Alessandro si ha come l’impressione che a quel mondo ogni volta deve dimostrare qualcosa. Sempre a testa bassa, con la valigia pronta e sempre in attesa di un’opportunità da aspettare e da saper sfruttare sono convinto che anche questa volta Alessandro saprà conquistarsi il suo spazio e chissà, magari un giorno, riuscirà a raggiungere davvero quella Serie A che ha visto da molto vicino e che gli ha chiesto gentilmente di aspettare ancora un altro po.
#vitadanumeri1

Natale Viterbo