“Vita autonoma”: entro il 31 marzo la Regione vuole una risposta dai Comuni

“Vita autonoma”: entro il 31 marzo la Regione vuole una risposta dai Comuni

La Regione scrive ai Comuni: entro il 31 marzo vuole i nomi dei beneficiari di progetti e percorsi per la de-istituzionalizzazione e per il raggiungimento di condizioni di vita indipendente.

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La Regione scrive ai Comuni: entro il 31 marzo vuole i nomi dei beneficiari di progetti e percorsi per la de-istituzionalizzazione e per il raggiungimento di condizioni di vita indipendente. In soldoni, vuole sapere dai Comuni e a chi girare i fondi stanziati. A Viterbo e provincia, sono 25 le persone che rispecchiano queste caratteristiche e che attendono con ansia, da quasi un anno queste risorse. Un anno durante il quale sono stati sospesi i fondi e gli assegni terapeutici che permettevano loro da oltre trent’anni di vivere indipendentemente dall’assistenza pubblica.

Il termine ultimo per i Comuni è il 31 marzo, data entro la quale i Comuni capofila dei distretti dovranno comunicare come intendono procedere. Comuni che potranno decidere se pubblicare un avviso pubblico o più semplicemente chiedere all’Asl di sapere chi sono le persone che negli anni hanno usufruito di questi progetti sperimentali. Ma si tratta di una formalità.

A Viterbo sono una ventina, altri 4 nella provincia, che attendono l’intervento. Le loro forze sono allo stremo a causa del taglio del fondo. La battaglia è arrivata in Regione la scorsa estate grazie al consigliere d’opposizione Daniele Sabatini che ha convinto la maggioranza a intervenire sul tema. Con la lettera inviata ai Comuni la Regione ha chiuso il proprio percorso amministrativo, almeno in questa fase istruttoria. La palla scotta ed è in mano ai Comuni: il 31 marzo scade il termine, lasciarselo scappare sarebbe da irresponsabili.

Natale Viterbo