Violenza sulle donne, il centro Erinna senza finanziamenti pubblici da tre anni

Violenza sulle donne, il centro Erinna senza finanziamenti pubblici da tre anni

Centro antiviolenza femminile Erinna, tre anni senza un finanziamento da parte delle istituzioni. Nel giorno del 2 ottobre, 'Giornata Internazionale della Non Violenza', le donne del centro viterbese hanno preso carta e penna e scritto una lettera.

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Centro antiviolenza femminile Erinna, tre anni senza un finanziamento da parte delle istituzioni. Nel giorno del 2 ottobre, ‘Giornata Internazionale della Non Violenza’, le donne del centro viterbese hanno preso carta e penna e scritto una lettera.

“Tre anni sono tanti, per rispondere ad una lettera…. Sono ancora di più per scrivere una breve nota stampa.

Eppure tre anni sono passati dall’ultimo finanziamento che il Centro antiviolenza Erinna ha ricevuto dalle istituzioni. Tre anni, senza una risposta degna. Nella giornata del due ottobre, Giornata internazionale della Non Violenza, potrebbe sembrare arbitrario parlare di questo, potrebbe sembrare ininfluente e fuorviante.

Potrebbe sembrare una richiesta di attenzione decisamente eccessiva. Ma tre anni passati a lottare perché le donne avessero un luogo in cui incontrarsi e riconoscersi in altre donne, un luogo in cui reinventarsi, un luogo per immaginare ancora e progettare una vita diversa da quella in cui le confina la violenza del partner, del gruppo, o della società tutta in cui viviamo, ci raccontano una storia diversa.

Tre anni di coraggio, di condivisione, di fatica; di parole nuove, di prassi nuove, di conoscenze nuove. Tre anni di forza, di tenacia, di passione. Tre anni che sono stati insieme problema e prospettiva.

Tre anni di reti intrecciate, di pensieri condivisi, di pratiche di relazione, nella considerazione profonda e vicina delle tante persone che ci hanno sostenuto, nell’indifferenza di coloro che hanno preferito colpevolmente ignorare, anche questa volta, che il nesso tra la libertà tutta e la libertà delle donne è fondante. Imprescindibile.

Le donne tutte, quelle che arrivano da noi al centro e quelle che non lo fanno, quelle che attraversano deserti e mari e quelle che non ci riescono, quelle che perdono il lavoro e quelle che lo reinventano. Quelle che pensano con noi, che danzano con noi, e che tra loro si organizzano, con coraggio. Quelle che con noi non parlano.

Nell’inverno del 1937-38 Virginia Woolf scriveva “Le tre ghinee”, e la sua lucida consapevolezza dell’intreccio colpevole tra alta cultura, violenza e povertà – oltre che, naturalmente, la sottovalutazione di quella che viene storicamente definita “la questione femminile” – parla ancora con chiarezza.

Con la stessa chiarezza diciamo che, se oggi, 2 ottobre, avessimo tre ghinee da donare “per prevenire la guerra” ancora ad Erinna – e ai luoghi con corpi, cuori e menti di donne come questo – le daremmo”.