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Villa Lante, un tesoro da mettere a frutto per Bagnaia. Nel 2015 84.425 biglietti staccati

Villa Lante, un tesoro da mettere a frutto per Bagnaia. Nel 2015 84.425 biglietti staccati

Anche le frazioni viterbesi possono avere un proprio sbocco sul mare dell'economia moderna, grazie al turismo. Ma c'è bisogno di mettere a sistema una serie di sforzi, progettualità e interventi per andare a dama.

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Anche le frazioni viterbesi possono avere un proprio sbocco sul mare dell’economia moderna, grazie al turismo. Ma c’è bisogno di mettere a sistema una serie di sforzi, progettualità e interventi per andare a dama. Tra tutte quella con più carte in mano è sicuramente Bagnaia, baciata dalla storia per la realizzazione sul proprio territorio di quel patrimonio storico-artistico unico che è Villa Lante.

Nel 2015 sono arrivati da queste parti qualcosa come 84.425 visitatori. Questi i numeri forniti dall’Ufficio Statistica -Servizio III della Direzione Generale Bilancio del MiBACT, che ha pubblicato a inizio anno i dati provvisori sui visitatori e introiti dei Musei, Monumenti ed Aree Archeologiche Statali nel 2015.

Il tutto ha sviluppato nella biglietteria di Bagnaia la cifra di 183mila euro. Non siamo ai miracoli di Civita di Bagnoregio, ma ci sono margini per lavorare. Purtroppo, fino a oggi, nessuna amministrazione comunale ha mosso un dito per valorizzare e ottenere risultati da questa ricchezza. Anzi la storica Villa ha avuto una recente vita abbastanza convulsa, con chiusure nei festivi che hanno fatto molto discutere.

Quello che manca davvero però è un sistema Bagnaia, da organizzare intorno a Villa Lante. Un circuito e un’accoglienza dei turisti che possa permettere di scongiurare le poco proficue esperienze del “mordi e fuggi”. Quello che manca è la consapevolezza delle potenzialità esistenti e l’impegno a costruire progettualità, che in prospettiva possono sicuramente portare a maggiori introiti sul territorio e alla creazione di posti di lavoro. In buona sostanza urge un “Progetto Bagnaia”.

Occorrono interventi sui parcheggi, sull’arredo urbano e anche piani del commercio che possano permettere, ponendo condizioni di vantaggio, l’apertura di negozi tipici capaci di dare respiro anche all’artigianato locale. Occorrono poi percorsi e capacità narrative per rendere appetibile l’intero patrimonio storico-artistico ma anche gastronomico e artigiano del territorio. A oggi Villa Lante è come una fonte d’acqua in mezzo al deserto di un borgo abbandonato a se stesso e senza prospettive.

 

 

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February 22, 2018 Stefania Maraldi

Belle Immagini! [...]

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