Viaggio tra le associazioni della Tuscia – Giocare e crescere con la natura, la filosofia de La Giostra Ecologica

Viaggio tra le associazioni della Tuscia – Giocare e crescere con la natura, la filosofia de La Giostra Ecologica

Il nostro viaggio nel mondo delle associazioni comincia qui. Realtà belle, ricche, piene di storie personali e di tante persone che hanno voglia di fare e veder crescere i propri progetti in questo prezioso territorio che è la Tuscia.

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Il nostro viaggio nel mondo delle associazioni comincia qui. Realtà belle, ricche, piene di storie personali e di tante persone che hanno voglia di fare e veder crescere i propri progetti in questo prezioso territorio che è la Tuscia.

Ne abbiamo incontrate tante, tutte diverse, tutte importanti: associazioni di volontariato, associazioni culturali, quelle che si occupano di far crescere all’aria aperta i bambini, di fargli conoscere per la prima volta una capretta e quelle che si dedicano ad una passione da condividere.

Questo viaggio ha come prima tappa una bella fattoria in piena città, lungo una strada sterrata alla fine di Via De Gasperi in uno dei quartieri più belli di Viterbo. Varchiamo il cancello della sede dell’Associazione “La Giostra Ecologica” e accompagnati dalla responsabile Valentina Pinzaglia facciamo un salto nella natura.

La città è a due passi, ma sempre molto lontana. 

Valentina, da quanto tempo esiste l’Associazione La Giostra Ecologica?

“La nostra associazione è nata nel 2013 con l’obiettivo di creare un luogo come spazio di condivisione a contatto con la natura e con gli animali, un laboratorio continuo dove i bambini possano crescere, imparare e giocare promuovendo le attività ludico creative. Facciamo parte del Comitato delle scuole all’aperto e degli asili nel bosco, non siamo un agriturismo e la nostra idea iniziale di creare una fattoria didattica si è modificata nel tempo”.

Come è iniziata la vostra attività?

“Siamo partiti con l’organizzazione di compleanni, con qualche progetto con le scuole, con i centri estivi che vengono svolti anche in tutti gli altri periodi dell’anno. Quest’anno con la neve abbiamo fatto dei bellissimi laboratori dove
i bambini si sono divertiti moltissimo!”

Vi sono capitati bambini che non avevano mai visto gli animali della fattoria?

“Sì molte volte. Il primo contatto di solito è con le caprette, i bimbi gli danno da mangiare e le guardano estasiati. La cosa bellissima quando la mattina arrivano i bambini, è il rito di portare le caprette dalla stalla all’altro recinto e succede un po’ come a Pamplona con i tori, corrono tutti felici verso il prato”.

I vostri pony sono a Prato Giardino per le passeggiate con i bambini giusto?

“Sì, mio padre iniziò tutto da Prato Giardino, i cavalli e i pony sono la sua passione. Quando mi sono iscritta alla facoltà per Educatore, abbiamo creato insieme questa fattoria. Il mio progetto di tesi è stato “ educare giocando a contatto con gli animali” e qui si è concretizzato il mio sogno di lavorare con i bambini e gli animali”.

Quanta partecipazione c’è?

“Lavoriamo con gruppi di 25 bambini perché con gruppi più numerosi si perderebbe il senso del progetto. Il rapporto tra educatore e bambino è uno a dieci e i bambini si devono sentire come se fossero e casa e se si trovano in un gruppo troppo numeroso perdono di interesse e non si riesce a lavorare bene con loro. Nasce un rapporto reale.
Vengono spesso bambini sia di Viterbo che dalla provincia, ma molto spesso capita che arrivino famiglie anche da Roma, Terni e Civitavecchia”.

Come è strutturata l’attività dell’associazione?

“C’è un grande spazio, sempre circondato da animali, dove i bambini sono liberi di muoversi in completa autonomia. Si muovono e giocano come vogliono, in un momento storico dove dobbiamo essere sempre tutti super impegnati, siamo convinti che lo stare liberi sia un valore fondamentale anche per i più piccoli. La cosa più pericolosa è cadere per terra e sporcarsi”.

Quali sono i laboratori e i giochi all’interno della fattoria?

“Qui si fa quello che molto spesso i bambini non fanno più. Si sporcano con la terra, saltano nelle pozzanghere e restano con il nasino incollato a guardare le oche o la coda stupenda dei pavoni. Seguiamo sempre la stagionalità della natura. Voglio da sempre che tutti coloro che mettono piede qui ed entrano in contatto con la nostra associazione, abbiano la sensazione di “andare a casa della nonna” dove tutto è permesso e si può sempre esagerare con la terra, il fango e la merenda. L’educatore li osserva da lontano senza stargli troppo addosso. Le attività più gettonate sono “la cucina di terra” e “Ortogiocando”, un orto completamente curato dai bimbi. Abbiamo
un bel giardino aromatico e tanti tanti fiori nati dai semi che proprio loro hanno piantato”.

E’ vero quando si dice che “i bambini non sanno più giocare”?

“Assolutamente no. Farli partecipare a progetti come questi, fargli respirare la vita delle associazioni e dello stare bene insieme in armonia li porta inevitabilmente a confrontarsi tra di loro, anche con quelli un po’ più grandi e il gioco è la carta vincente per instaurare rapporti sani ed umani. Per loro è naturale, siamo noi adulti a doverci pensare un po’ di più”.

Vi sostentate in modo autonomo?

“Sì, non abbiamo nessun finanziamento. E’ tutta farina del nostro sacco, portiamo avanti l’associazione in modo assolutamente autonomo”.

Collaborazioni importanti con aziende del territorio ne avete?

“Sì con la ASL che ha creato dei progetti per dei gruppi di ragazzi disabili che partecipano a molte nostre attività e soprattutto per i progetti di educazione assistita con gli animali”.

Qualcuno vi ha mai messo “i bastoni tra le ruote”?

“Finora no. E’ sempre andato tutto liscio (ride). Anche i genitori, che sono i critici più feroci, sono rimasti sempre molto soddisfatti e non hanno mai badato troppo alle mani sporche di terra dei propri figli al ritorno a casa. Si rendono conto che solo stare all’aria aperta è già un’attività, non c’è bisogno di organizzare tutto minuto per
minuto. Io sono una persona che non pianifica tutte le attività previste perché mi piace vedere cosa ai bambini piace fare, se vogliono stare mezz’ora con il naso appiccicato a guardare le papere stiamo così tutto il tempo necessario, raccontando cose divertenti legati a quell’animale. Per loro è sempre tutto una novità”.

Progetti futuri per la vostra associazione?

“Una ludoteca dove bambini, educatori e anche i genitori possano condividere uno spazio e soprattutto gestire il tempo insieme senza la fretta della routine quotidiana”.