Viaggio nelle associazioni viterbesi- Associazione Iccane, dalla parte dei quattro zampe

Viaggio nelle associazioni viterbesi- Associazione Iccane, dalla parte dei quattro zampe

A Soriano nel Cimino tra la bellezza dei castagneti, l’Associazione Iccane si schiera dalla parte degli animali che hanno bisogno di una casa e che vivono in condizione di emergenza. Con l’arrivo della bella stagione, il numero degli abbandoni si impenna e conoscere associazioni come questa ci aiuta a scoprire quanto avere un cane sia totalizzante. Volontari pieni di energia ci hanno raccontato qual è il loro lavoro quotidiano.

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A Soriano nel Cimino tra la bellezza dei castagneti, l’Associazione Iccane si schiera dalla parte degli animali che hanno bisogno di una casa e che vivono in condizione di emergenza. Con l’arrivo della bella stagione, il numero degli abbandoni si impenna e conoscere associazioni come questa ci aiuta a scoprire quanto avere un cane sia totalizzante. Volontari pieni di energia ci hanno raccontato qual è il loro lavoro quotidiano.

 

 Quando è nata la vostra associazione? Quanti volontari ne fanno parte?

“ L’Associazione Iccane si costituisce nel marzo 2017 per decisione delle stesse volontarie che, sul territorio di Soriano nel Cimino, operavano dal 2009 come Comitato col nome di Coordinamento Antispecista dei Cimini. Dal 2009 ad oggi, il gruppo è andato ingrandendosi, le socie effettive sono 9 ma intorno a noi si è andata formando una rete stabile di preziosi aiutanti”

  In che zona operate?

“Prevalentemente sul territorio di Soriano nel Cimino, zone limitrofe e Viterbo ma non ci fermiamo mai e spesso siamo in trasferta per le valutazioni di preaffido e per le adozioni.

 Come è la situazione randagismo dalle vostre parti?

 “Se è vero che il trattamento che le persone riservano agli animali è un lo specchio della salute delle capacità empatiche di una società, la situazione, negli ultimi anni, è diventata davvero critica.

L’emergenza è costante, riscontriamo numerosi casi di abbandono soprattutto in estate e in concomitanza delle sagre locali:  cuccioli o cani adulti, in buone condizioni di salute oppure bisognosi di cure; segnalazioni di smarrimenti e avvistamenti, richieste d’aiuto per cucciolate perché ancora nella nostra zona la pratica della sterilizzazione è vista con fastidio ed evitata; si aggiungono le tristissime cessioni di proprietà da parte dei privati che purtroppo, e ci dispiace dirlo,  non sempre dipendono da uno stato di indigenza. Ultimi ma non ultimi, i canili che nel nostro territorio sono ben due, e pieni.  Questo è il quadro molto molto sintetico dell’emergenza che esige una risposta quotidiana diventando un vero e proprio lavoro.

  Le adozioni sono frequenti?

 “Le adozioni ci sono anche se non sono frequenti.  Sono maggiori le richieste per i cuccioli, per i cani di piccola taglia e per i cani di razza. Non tutti desideri di adozione  sono combinati con la consapevolezza di accogliere un essere senziente che, tra le altre cose, abbaia, sbava, perde pelo, mangia e beve regolarmente, va portato dal veterinario in caso di problemi di salute, va educato, va coccolato, va amato, quindi noi spesso, di fronte ad una richiesta, ci troviamo ad accompagnare le persone in un percorso di informazione e formazione a tutela del cane. Sono capitate richieste anche dall’estero ma noi preferiamo mantenere i rapporti con tutte le nostre famiglie adottanti, ci teniamo a ricevere aggiornamenti non solo fotografici”

 Le istituzioni vi danno una mano?

“ Nel tempo abbiamo stretto legami sul campo con la Asl, Oipa, La casa di Berta e altre Associazioni sul Territorio di Viterbo e Provincia, la nostra attività fino ad ora non ha mai sollevato la testa dalle emergenze della strada, che sono quotidiane. Lo status di onlus magari ci consentirà, includendo nuove volontarie e volontari, di programmare anche attività di sensibilizzazione efficaci, con progetti nelle scuole, così che a lungo termine vedremo ridursi le emergenze in strada.

Abbiamo iniziato da poco, appena diventate onlus, ad interfacciarci con le amministrazioni,  delle quali auspichiamo la fiducia. Non a tutti interessa il benessere degli animali ma a molti interessa il modo in cui vengono spesi i soldi pubblici e una parte sostanziosa dei bilanci comunali è occupata dal mantenimento dei randagi in canile.

Pensiamo che l’associazionismo animalista, nell’ambito del randagismo, non è solo una risorsa importante ma ne è proprio l’unica soluzione. Le associazioni animaliste hanno come l’obbiettivo il benessere dell’animale e operano per le adozioni “buone” e stabili, dedicando tempo alle procedure di preaffido e ai controlli post adozione;  lo svuotamento dei canili e l’alleggerimento del bilancio comunale sono solo conseguenze.

  Come vi sostentate?

“Sosteniamo le attività principalmente tramite eventi di raccolta fondi, donazioni liberali e spesso, di fronte alle emergenze, con quello che abbiamo in tasca!

Il prossimo evento di raccolta fondi, programmato per il 27 maggio e organizzato con l’Associazione Il Pettirosso sarà una passeggiata a sei zampe a Corviano, un’area Sorianese di grande interesse storico e naturalistico.

 Come è possibile fornirvi aiuto? Cosa vi serve più urgentemente?

 “Sono di grande aiuto tutte le persone che si mettono a disposizione per stalli di emergenza, si tratta della disponibilità di ospitare un cane, per un breve o brevissimo periodo da concordare (dai due giorni a un mese)  per noi è di grande aiuto perché ci dà la possibilità di effettuare cure, sverminazioni per i cuccioli, ricerche di eventuali proprietari in caso di smarrimenti, mentre cerchiamo soluzioni stabili, evitando al cane in trauma dell’accalappiamento, del canile sanitario temporaneo, poi del canile definitivo. Un cane che non subisce traumi non è un cane da recuperare, è un cane che si integra più facilmente in una famiglia adottante.

Sono di grande aiuto le persone che fanno circolare sui social (www.facebook.com/iccane) e tramite passaparola le informazioni e le immagini sui randagi per i quali cerchiamo adozione perché maggiore è la visibilità maggiori sono le possibilità che trovino casa.

Sarebbero di grande aiuto tutte le persone che volessero unirsi al nostro gruppo, portando nuove competenze, dalla comunicazione alla giurisprudenza, e persone di volontà, disponibili ad entrare in canile per mettere a disposizione, anche un pomeriggio al mese, con costanza, per stabilire una relazione con un cane, dedicandogli attenzione, per permettergli di sgranchire le zampe fuori dal box, e di imparare ad andare al guinzaglio, aumentando così le sue possibilità di essere adottato.

È possibile e utilissimo anche sostenerci con il 5 per mille, anche nell’ottica di poter programmare attività di sensibilizzazione nelle scuole a prevenzione del randagismo e del maltrattamento degli animali”

  Che significa far parte di una associazione come la vostra?

“Con sintetica ironia: scambiare tra i 60 e i 120 messaggi in chat al giorno, uscire di casa in pigiama ad orari improbabili per un’emergenza. Fare Assemblea una volta al mese. Confrontarsi e prendere decisioni sul da farsi… fare, principalmente fare, all’occorrenza consumare stecche di fazzoletti di fronte a un lieto fine.

Operare come volontarie de Iccane (ma pensiamo sia valido per ogni altra associazione animalista del territorio) significa toccare con mano, quotidianamente, l’impegno del volontariato.

  Ci raccontate un aneddoto carino o cosa vuol dire per voi adottare un cane?

“Per noi adottare un cane o un gatto, è un’avventura, è scegliersi un amico, sottrarlo con grande soddisfazione al triste destino della detenzione in canile, accoglierlo nella propria vita raccogliendo tutti i benefici della sua presenza e del suo sguardo che è pronto ad accompagnarti sempre.

 Sono tre giorni che proviamo a ricordare un aneddoto carino da scrivere, e forse ricorderemo questa cosa come un aneddoto; scavando, sono uscite dalla memoria non proprio storie ma immagini, quella di un cane enorme trasportato con la 500 di una delle nostre volontarie, tutto il viaggio con i finestrini abbassati, questo povero cane, per nulla abituato alla macchina, non si lamentava né si muoveva ma sbavava sbavava sbavava come un fiume, con le orecchie scompigliate dal vento!!”

 

Decarta racconta la Tuscia