Viaggio nei giardini pubblici di Viterbo – Benvenuti al Barco, tra giochi “scassati”, erba alta e panchine piene di rifiuti

Viaggio nei giardini pubblici di Viterbo – Benvenuti al Barco, tra giochi “scassati”, erba alta e panchine piene di rifiuti

Abbiamo deciso con La Fune di andare tra la gente. Per farlo è necessario scendere in strada, vivere i quartieri, raccontarli. Il motto? "Consumare la suola delle scarpe". Nei prossimi giorni accenderemo i riflettori sulla condizione in cui versano i parchi pubblici del capoluogo. In fase di approvazione dell'ultimo bilancio l'amministrazione Michelini ha stabilito di investire delle risorse per intervenire. In attesa di vedere il cambiamento abbiamo deciso di raccontarvi che cosa sono i parchi viterbesi. Iniziamo dalle pendici della Palanzana.

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Abbiamo deciso con La Fune di andare tra la gente. Per farlo è necessario scendere in strada, vivere i quartieri, raccontarli. Il motto? “Consumare la suola delle scarpe”. Nei prossimi giorni accenderemo i riflettori sulla condizione in cui versano i parchi pubblici del capoluogo. In fase di approvazione dell’ultimo bilancio l’amministrazione Michelini ha stabilito di investire delle risorse per intervenire. In attesa di vedere il cambiamento, e sperando di poterlo stimolare e facilitare, abbiamo deciso di raccontarvi che cosa sono i parchi viterbesi. Iniziamo dalle pendici della Palanzana. 

 

La zona del Barco-Murialdo è sicuramente tra le più grandi e più popolate di Viterbo. Siamo nella zona Est della città e da sempre è uno dei quartieri più attraversati e vissuti dai cittadini viterbesi. Percorrendolo è evidente quanto verde ci sia tutto intorno.

Uno dei giardini pubblici presenti nell’area è quello situato a metà di via Monti Cimini, un piccolo polmone verde tra palazzi e auto parcheggiate. Il parco versa in condizioni precarie: erba quasi perennemente oltre il ginocchio (di un adulto), panchine divelte e cestini dell’immondizia spesso ricolmi di rifiuti. I bambini che frequentano abitualmente il giardino, giocano su scivoli e piccoli cavallini di legno ormai scrostati dal tempo o diventati tele a cielo aperto per dichiarazioni amorose “scolpite” con le bombolette spray.

Si accede al parco attraversando una staccionata di legno che ha perso completamente di solidità, creando delle aperture in vari punti che rendono precaria la sicurezza dei bambini che frequentano il giardino. Per sedersi, una sola e traballante panchina.

La parte più lontana dalla strada è inaccessibile per via dell’erba alta e per le fronde degli alberi che coprono quasi completamente il sentiero: questa parte del giardino pubblico è quasi interamente utilizzata da cani per la passeggiata serale.

Poi c’è il giardino pubblico che affaccia direttamente sulla piazza del Barco, capolinea del bus Francigena. Appare quasi completamente privo di recinzione, l’unico scivolo per bambini è stato rimosso perché considerato pericolante e l’erba alta si protrae per tutto il suo perimetro rendendo difficile l’attraversamento. Anche qui due solitarie panchine, una sola però può essere usata per sedersi perché l’altra è adibita a cestino, così l’abbiamo trovata, per le cartacce di una frugale merenda.