Via Saffi è rimasta un cantiere: cosa resta del progetto “Cantieri Via Saffi”

Via Saffi è rimasta un cantiere: cosa resta del progetto “Cantieri Via Saffi”

Quel che rimane è una grande amarezza, a via Saffi dopo la desertificazione degli anni passati, era stata ripromessa la luce. Qualcosa però non ha funzionato e più di qualcuno sarebbe rimasto deluso, se non proprio scottato. Dai lavoratori fino alla cittadinanza che aveva riposto fiducia nel progetto.

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Tutto chiuso: via Saffi è rimasta un cantiere. Doveva diventare come via Frattina a Roma, ma dopo l’apertura da parte del gruppo Fuori Provincia di una serie di attività commerciali tra cui alcuni negozi e un locale serale\notturno per aperitivi e cene nello scorso dicembre, a via Saffi sembra tornato il deserto.

Da settimane i locali che avevano aperto sembrano essere stati svuotati e le riaperture attese per il periodo estivo di Via Saffi Cantieri sono rimaste su carta. Si trovano tracce sul web di “promesse” di riapertura per fine aprile, ma arrivati a metà maggio nulla si è più mosso. Le insegne se ne volano via, i manifesti sono ormai scoloriti e anche i commercianti della zona sembrano non saperne nulla. Qualcuno ipotizza che tutte le attività riprendano a fine maggio, ma vista l’aria che tira il timore è che si siano chiuse baracca e burattini e che l’investimento di fatto sia andato male tanto da farli ripensare.

Nello scorso dicembre uno dei fondatori del progetto di rilancio della Via, Dino Passeri, aveva parlato in toni entusiastici di Viterbo. “La città ha un grande potenziale inespresso – aveva detto – abbiamo pensato che era possibile fare qualcosa, questa via è meravigliosa, ha una grande storia, ma oggi è morta”.

Era stata annunciata anche una collaborazione con Caffeina e alle varie presentazioni erano stati presenti anche assessori e sindaco del Comune di Viterbo, che però ufficialmente non ne sanno nulla. Così ci hanno detto. Cosa sia successo non è chiaro. Abbiamo provato a parlare con Andrea e Dino Passeri, due delle persone che hanno curato il progetto. Se Andrea dice di non sapere cosa stia accadendo perché da tempo è fuori Roma e fuori Viterbo, è Dino a darci una spiegazione: “Abbiamo avuto problemi con il territorio”, ma la telefonata dura poco perché ha un impegno e non riusciamo a tornarci a parlare. Si vocifera di problemi burocratici che avrebbero rallentato le riaperture, ma le notizie sono frammentarie e le certezze sono poche. Parlare con gli amministratori comunali e alcuni ex collaboratori, non è stato di grande aiuto per capire cosa sia accaduto. 

Quel che rimane è una grande amarezza, a via Saffi dopo la desertificazione degli anni passati, era stata ripromessa la luce. Qualcosa però non ha funzionato e più di qualcuno sarebbe rimasto deluso, se non proprio scottato. Dai lavoratori fino alla cittadinanza che aveva riposto fiducia nel progetto. 

 

  • Massimiliano Forieri

    La cittadinanza aveva riposto fiducia nel progetto? Se così fosse stato, non sarebbe naufragato. La verità è che i viterbesi (la maggior parte) VANNO SOLO NEI CENTRI COMMERCIALI e piantano mille scuse, dai parcheggi ai prezzi alti alle commesse maleducate…per nascondere la pigrizia fisica e mentale che li contraddistingue. Poi abbiamo un comune ridicolo, e si sono succedute giunte che hanno distrutto il centro storico mentre dicevano di volerlo rilanciare. Ma anche al comune, politici e dirigenti e impiegati sono viterbesi….vedi sopra.

    • pascal91

      Era un progetto che non aveva mercato sin dall’inizio: è solo dannoso investire in una città male amministrata, con un’economia depressa e un turismo scarso e di bassa gamma.

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