Verde pubblico, la rivoluzione su cui sta lavorando l’assessore Saraconi. Ecco come cambia Prato Giardino

Verde pubblico, la rivoluzione su cui sta lavorando l’assessore Saraconi. Ecco come cambia Prato Giardino

Il tutto è contenuto in tre macro concetti: "appaltone", "l'appalto speciale" e gli spazi per le associazioni. Il primo dovrebbe essere affidato entro dicembre, per il resto se ne parla nel 2016.

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Ci sono tre assi su cui l’amministrazione di Leonardo Michelini sta lavorando per ridisegnare la gestione del verde pubblico cittadino. Se ne sta occupando l’assessore Raffaella Saraconi, che sta costruendo un modello aperto che punta al coinvolgimento di più realtà e delle associazioni cittadine. Svolte al passo con i tempi per Prato Giardino. Il tutto contenuto in tre macro concetti: “appaltone”, “l’appalto speciale” e gli spazi per le associazioni. Il primo dovrebbe essere affidato entro dicembre, per il resto se ne parla nel 2016.
“L’appaltone”

In primis c’è l’azione sul cosiddetto “appaltone”, che riguarda la manutenzione delle aiuole e piccoli parchi. Dal suo insediamento Michelini e i suoi hanno calato sul tavolo un principio cardine: dividere Viterbo in tre zone e assegnare la cura di ognuna di queste a diverse realtà imprenditoriali o cooperative.

All’origine di questa visione la volontà di non creare monopoli ma permettere a diverse realtà di lavorare e misurarsi, incentivando anche la competizione. Così sì è proceduto con l’assegnazione di appalti annuali, ma ora si vuole dare maggiore continuità e stabilità al meccanismo. Da marzo a luglio si è proceduto al rinnovo di due mesi in due mesi, aspettando la maturazione dei tempi e delle pratiche burocratiche per l’appalto di tre anni, detto appunto “appaltone”.
La città è stata divisa in tre macro lotti: Viterbo Est, Ovest e frazioni.

 

La rivoluzione di Prato Giardino, arriva “l’appalto speciale”

Le novità più interessanti riguardano il principale e storico parco viterbese. Il piano Saraconi prevede di alleggerire l’impatto della manutenzione dell’area verde sulle casse comunali. Come? Introducendo un elemento di mercato, che possa permettere a chi si aggiudicherà l’appalto di compensare il minore sostegno pubblico grazie alla possibilità di coltivare e vendere fiori. Torna la “floricultura”, ossia la coltivazione dei fiori.

Nelle intenzioni dell’amministrazione c’è l’idea di dividere Prato Giardino in quattro aree, da assegnare ognuna a una realtà diversa. Ognuno avrà a disposizione una parte del parco per coltivare i propri fiori, così da rendere sempre pieno di colori il polmone verde. Tutti potranno vendere in un’apposita struttura la cui realizzazione è prevista nella parte più abbandonata e trascurata, così da recuperarla.

 

Il coinvolgimento delle associazioni

Una parte del nuovo piano sul verde pubblico contempla anche la possibilità di assegnare la manutenzione di parchi minori o zone più periferiche alle cure di associazioni locali, attraverso appositi avvisi pubblici.