Vendita isola Bisentina, sindaci e politici della Tuscia stanno perdendo l’ultimo treno

Vendita isola Bisentina, sindaci e politici della Tuscia stanno perdendo l’ultimo treno

Vendita della Bisentina, i sindaci del lago e i politici di rango della Tuscia stanno mandando in fumo l'occasione di riportare un importante patrimonio nel possesso dello stato. Molto probabilmente per sempre, perché quello che sta passando, sotto gli occhi distratti dei più, ha tutti i caratteri del'ultimo treno.

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Vendita della Bisentina, i sindaci del lago e i politici di rango della Tuscia stanno mandando in fumo l’occasione di riportare un importante patrimonio nel possesso dello stato. Molto probabilmente per sempre, perché quello che sta passando, sotto gli occhi distratti dei più, ha tutti i caratteri del’ultimo treno.

Notizia di questi giorni, dopo tanti rumors, è la firma del contratto che determina il passaggio dell’isola dalla principessa Angelica del Drago alla Fondazione farmaceutica Rottapharm. Una realtà destinata, a differenza di persone e famiglie, ad avere vita nei secoli dei secoli. Le società infatti si rinnovano nel tempo e quando hai in pancia un bene del genere difficilmente lo rimetti sul mercato.

Il contratto non è stato ancora perfezionato e rimane aperta, ancora per qualche tempo, una finestra storica che permetterebbe di cambiare il destino della Bisentina.

La questione è tecnica. Infatti una volta stipulato il compromesso per il passaggio di mano di un bene con valore storico-artistico questo deve essere inviato a Roma al Ministero dei Beni Culturali. Quest’ultimo entro sessanta giorni dalla denuncia può esercitare il diritto di prelazione al medesimo prezzo stabilito nell’atto di alienazione.
In poche parole lo stato ha l’occasione di acquistare la Bisentina, pagando lo stesso prezzo pattuito tra i del Drago e la Fondazione. Prezzo che stando ai rumors dovrebbe essere tra i 5 e i 7 milioni di euro, ma potrebbe anche essere inferiore.

Il ritorno nel patrimonio pubblico del bene avrebbe chiaramente un’importanza strategica forte nella costruzione di un vero distretto turistico del lago e dell’intera Tuscia. Il tema quindi dovrebbe riguardare in primis i sindaci della zona, che potrebbero avere un’occasione d’oro per costruire un’economia del turismo con annessi posti di lavoro e sviluppo. Ma la possibilità dovrebbe far drizzare le antenne anche a consiglieri regionali e deputati e senatori del territorio.

Invece assistiamo all’indifferenza più totale. Come se l’occasione strategica non venisse minimamente intuita. La Fune, che sta seguendo con attenzione la situazione, invita i sindaci del lago e delle aree limitrofe, i consiglieri regionali e i parlamentari delle varie forze politiche a interessarsi all’argomento. Loro infatti potrebbero fare pressioni sul Ministero e spingerlo all’acquisto, così da riconsegnare la Bisentina al territorio. In maniera da aprire un percorso funzionale alla costruzione di sviluppo e posti di lavoro grazie alla grande occasione turistica che una proprietà pubblica della Bisentina rappresenterebbe.

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