Vannini: “A Pratogiardino piante a rischio schianto: pericolo per l’incolumità pubblica”

Vannini: “A Pratogiardino piante a rischio schianto: pericolo per l’incolumità pubblica”

Secondo l’ex assessore il degrado a Pratogiardino va ben oltre il fake riguardante degli atti sessuali pubblicato su Youtube. Ci sono siepi abbandonate a se stesse, attaccate da “piralide del bosso” (un insetto esotico) “che le hanno completamente defogliate”.

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L’ex assessore Andrea Vannini critica l’amministrazione per la non curanza rispetto al verde di Pratogiardino. “È lo specchio della difficoltà che questa amministrazione ha nella gestione della cosa pubblica – attacca Andrea Vannini – malgrado gli strumenti per ovviare alle problematiche siano disponibili e di facile accesso”.

Secondo l’ex assessore il degrado a Pratogiardino va ben oltre il fake riguardante degli atti sessuali pubblicato su Youtube. Ci sono siepi abbandonate a se stesse, attaccate da “piralide del bosso” (un insetto esotico) “che le hanno completamente defogliate”. Non solo. “Avvertii – ancora Vannini – a suo tempo il sindaco di questi attacchi e gli spiegai che semplici trattamenti con un prodotto biologico a base di Bacillus avrebbero risolto il problema. Ovviamente i miei consigli (gratuiti) sono passati totalmente inascoltati”.

Non solo. Il problema è legato anche alla sicurezza delle piante stesse. Sia per la loro vita sia per chi frequenta il parco di Pratogiardino. “Ci sono piante di platano morte per attacchi dell’agente del cancro colorato del platano, puntualmente segnalate da qualche anno al Comune e addirittura marcate per l’abbattimento, e che sono ancora lì in piedi a rappresentare una fonte di inoculo e pericolo per le piante limitrofe”. Potrebbero infatti infettarsi e “abbatterle sarebbe semplicissimo e altrettanto semplici interventi di disinfezione del terreno eviterebbero la propagazione alle piante limitrofe. Nulla. A proposito la lotta al cancro colorato è obbligatoria e normata da un Decreto dello Stato”.

Il maggior pericolo è dato però da “numerosissime piante a rischio di schianto e già da tempo classificate in classe D secondo la scala adottata su scala globale per la Visual Tree Assessment (VTA), e quindi da abbattere per rischio all’incolumità pubblica (vecchissima storia che passa da Amministrazione in Amministrazione senza soluzione, fino a quando non avverrà l’irreparabile). La responsabilità per danni a cose o persone causati dalla caduta di piante è responsabilità del proprietario delle stesse, in questo caso il Comune”.

Insomma sporcizia, incuria, assenza di qualsiasi manutenzione del verde “sono un contorno”. Qui l’affondo di Andrea Vannini. “A dire che negli anni questa amministrazione ha declamato frequentemente circa progetti faraonici di riqualificazione, recupero e valorizzazione, quando ci sarebbe bisogno di una semplice, genuina e poco costosa manutenzione ordinaria. Prato Giardino ha tutti gli elementi per la classificazione di Giardino Storico, con probabili possibilità di finanziamenti pubblici disponibili per il suo recupero. Mi chiedo se non possa ad esempio usufruire della Legge regionale sulle Ville Storiche. Non ci vuole molto a verificare, solo buona volontà. Ma il nulla è il nulla e rimane assolutamente impenetrabile in quanto nulla”.

 

 

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