Unione, la stagione teatrale 2017-18 costerà 70.000€: primi spettacoli già a dicembre

Unione, la stagione teatrale 2017-18 costerà 70.000€: primi spettacoli già a dicembre

L’Atcl potrebbe partire già da dicembre con i primi spettacoli: la stagione dovrebbe esaurirsi prima dell’estate.

ADimensione Font+- Stampa

Settantamila euro per il Teatro dell’Unione: sarà l’Atcl a gestire la stagione teatrale del Teatro, riaperto solo pochi mesi fa. L’Atcl potrebbe partire già da dicembre con i primi spettacoli: la stagione dovrebbe esaurirsi prima dell’estate.

Il Comune concederà il Teatro a titolo gratuito all’Atcl, l’associazione teatrale tra i comuni del Lazio, un ente di natura regionale al quale il Comune di Viterbo ha affidato direttamente la realizzazione di alcuni spettacoli. Essendo un ente pubblico non è stata necessaria la pubblicazione di un bando. L’Atcl, distributore di spettacoli, porterà alcuni titoli, mentre potrebbe delegare ad alcune realtà del territorio alcune piccole produzioni. Anche perché Atcl non può produrre.

Il Comune garantirà la pulizia e la manutenzione, la gestione degli impianti elettrici, antincendio, di areazione e condizionamento e gli adempimenti relativi alla vigilanza antincendio ad opera dei Vigili del Fuoco. Dei 70.000€ impegnati dal Comune di Viterbo, 60.000€ andranno per la stagione vera e propria, mentre 10.000€ serviranno per la comunicazione.

La scelta, annunciata da tempo e formalizzata nelle scorse settimane in Giunta, aveva fatto molto discutere con molti operatori culturali del territorio arrabbiati per una scelta sbagliata poiché avrebbe allontanato la possibilità per Viterbo di avere un centro di produzione al Teatro Unione, essendo Atcl un soggetto impossibilitato a produrre.

  • Roberto Lanzetti

    Come viterbese sono molto contento di riavere dopo anni il teatro, ma come disabile, passando davanti al prestigioso Teatro dell’Unione, mi sono chiesto: non vedo rimosse le barriere architettoniche, scale per entrare c’erano prima e scale ci sono ora dopo i restauri. Qualcuno potrebbe dirmi, c’e un citofono all’ingresso della biglietteria, al bisogno qualche accompagnatore dovrebbe suonarlo e chiedere di aprire il portoncino nella stradina laterale, ma perché i disabili, che pagano il biglietto come tutti gli altri devono chiedere di poter entrare e sempre da ingressi secondari? Non si poteva dotare un ingresso di rampa d’accesso, in peperino per non stridere con l’armonia architettonica della facciata? Ora che le cose sono fatte, abbassate almeno quel citofono per dare la possibilità al disabile di suonare autonomamente (l’accompagnatore di solito va pagato), mettendoci a fianco il logo dei disabili.
    Spero poi che all’interno siano stati fatti i lavori per rendere accessibili ai disabili i bagni.