Una politica viterbese da cinque euro

Una politica viterbese da cinque euro

Il rischio è che i viterbesi pensino che la politica di questi consiglieri, maggioranza e opposizione, sia una politica da cinque euro. Una politica che non vale niente. Magari buona per darti lo schiribizzo di un pezzo di pizza al Corso e di quattro partite allo scacciapensieri di turno ma non sufficiente per essere una città seria.

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Cinque euro, tornando alla mia prima adolescenza e senza stare a fare tanti conti 10mila lire. La paghetta del sabato. Quella che uscivi il pomeriggio e tra un pezzo di pizza al Corso e una manciata di partite da Scarsella avevi messo a ko. Come Riu con “l’oriughen” contro Honda su Street Fighter.

Cinque euro. Maggioranza e opposizione, oggi in consiglio comunale, sono riusciti a discutere anche su questo. In realtà non è tanto la cifra ad averli messi gli uni contro gli altri, ma il principio. Il principio di far pagare il biglietto per la mostra di Natale nella sala regia. Quella che viene già da Milano, che ha il bollino di Sgarbi e dell’Expo. Si chiama ‘La vita silenziosa delle cose’ anche se a Palazzo dei Priori ha già iniziato a fare rumore.

“Non c’è nel regolamento la possibilità di far pagare l’accesso alla sala regia”, ha tuonato Giulio Marini. L’assessore Giacomo Barelli ha precisato: “Non si paga per entrare nella sala ma per visitare la mostra”. Poi uno scambio tra i due, con l’assessore che espone in sala d’Ercole l’ovvio: “Eppure anche da altre parti fanno pagare per visitare spazi normalmente ad accesso libero”. Gli ha dato addosso anche Goffry Taborri: “Se qualcuno vuole visitare la sala e non la mostra non potrà farlo. La prossima volta fatela altrove”.

Giusto consiglio del consigliere, ma magari la prossima volta anche una simile polemica fatela altrove. Magari al baretto, davanti a un “peroncino”. Perché ha dell’incredibile che in consiglio, davanti a una città con problemi seri (antichi e contemporanei), si arrivi a perdere tempo su questo. All’amministrazione Michelini, troppo spesso distratta e pronta a cadere sulle bucce di banana, consigliamo di modificare il regolamento.

All’opposizione di alzare un po’ il livello del confronto. Il rischio è  che i viterbesi pensino che la politica di questi consiglieri, maggioranza e opposizione, sia una politica da cinque euro. Una politica che non vale niente. Magari buona per darti lo schiribizzo di un pezzo di pizza al Corso e di quattro partite allo scacciapensieri di turno ma non sufficiente per essere una città seria.