Una consulta dei sindaci per lanciare lo sviluppo turistico della Tuscia

Una consulta dei sindaci per lanciare lo sviluppo turistico della Tuscia

Sindaci della Tuscia chiamati a raccolta da Vittorio Sgarbi. Quartier generale Villa Savorelli, splendida struttura con affaccio sull'anfiteatro. Nella serata di ieri, subito dopo il primo consiglio comunale sutrino dell'era Sgarbi, il professore ha voluto sparigliare le carte e lanciare un piano per la rinascita del Viterbese.

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Sindaci della Tuscia chiamati a raccolta da Vittorio Sgarbi. Quartier generale Villa Savorelli, splendida struttura con affaccio sull’anfiteatro. Nella serata di ieri, subito dopo il primo consiglio comunale sutrino dell’era Sgarbi, il professore ha voluto sparigliare le carte e lanciare un piano per la rinascita del Viterbese.

Invitati i primi cittadini della provincia. Hanno risposto all’appello in tanti. L’obiettivo è quello di costruire un’alleanza di sindaci per mettere in piedi un coordinamento per la promozione del territorio.

Prevista la nascita di una consulta e di una struttura operativa per le strategie di sviluppo. Hanno varcato la soglia di Villa Savorelli – dove Sgarbi ha di fatto trasferito consiglio comunale, ufficio del sindaco e segreteria – tanti sindaci. Da Francesco Bigiotti di Bagnoregio a Emanuele Maggi di Bassano Romano, passando per Nepi, Castel Sant’Elia, Caprarola, Bomarzo, Soriano nel Cimino, Civita Castellana, Monterosi, Vignanello, Celleno.

“Perché senza costruire strategie di sistema, senza puntare a dare gamba a un ragionamento unitario è difficile ottenere risultati importanti”, il messaggio lanciato da Sgarbi.

L’operazione pensata è di relazione e promozione collettiva del territorio, attraverso questa alleanza dei sindaci, che punta a fare di Sutri una sorta di ombelico della Tuscia. Come se ne divenisse la capitale culturale.

La bellezza è stata protagonista del confronto tra i sindaci, convinti che siano maturi i tempi per il Viterbese di perseguire uno sviluppo turistico capace di sostenere la propria economia e dare impulso a un’occupazione stagnante.