Una città fuori mercato. O Michelini trova una visione e la sa condividere o ha già fallito

Una città fuori mercato. O Michelini trova una visione e la sa condividere o ha già fallito

Finita Santa Rosa inizia la salita per l'amministrazione Michelini. Senza l'alibi del rodaggio è arrivata l'ora delle risposte. Per darle occorre una visione di città, nel cassetto del sindaco ci sarà?

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WCENTER 0VITAGCALZ -Dopo i giorni spensierati della festa di Santa Rosa il capoluogo della Tuscia torna nella realtà. Mai come in questo momento è importante tenere i riflettori puntati su Palazzo dei Priori, è lì che vengono prese le decisioni ed è lì che l’opinione pubblica deve pressare. Ne va del destino di molti. Dalle scelte prese dipendono crescita, sviluppo, posti di lavoro o l’inverso: depressione, stagnazione e disoccupazione.

Sarà un autunno determinante. La città di Viterbo è messa male, basta farsi un giro per le strade di centro e periferia per toccare con mano il disagio e il nervosismo crescente, le bombe sociali mai disinnescate e la sfiducia generale sul futuro. E’ per questo che quello che farà Michelini nei prossimi mesi è importante. E’ arrivato il momento delle parole chiare, delle idee (se ce ne sono) e della capacità di muoversi ai diversi livelli delle istituzioni. Michelini si è presentato alla città, un anno e mezzo fa, come il “disincagliatore” dopo i cinque anni flaccidi dell’amministrazione Marini (non ce ne voglia). Ora, per il nuovo sindaco, dopo il rodaggio di rito, è arrivato il momento di dimostrare. Di fare. E’ il momento di comunicare di più e meglio con la città, di far capire cosa ha in testa, di aprire spazi di confronto sui diversi temi e sulle strade che la sua maggioranza vuole prendere. L’amministrazione Michelini, in questo anno e mezzo, ha messo a punto un’idea di città? Ci auguriamo di sì, se l’idea però non dovesse emergere chiara, già nei prossimi mesi, il numero uno di Palazzo dei Priori farebbe bene a fare gli scatoloni. Non servirebbe infatti a nulla e nessuno strascinarsi e tirare a campare.

Ci sono tutta una serie di punti su cui sarebbe importante già indicare la rotta. Li elenchiamo alcuni e chiediamo al sindaco di darci risposta su ognuno. Su come la pensa e su cosa intende fare.

– Termalismo. E’ intenzione di questa amministrazione lavorare davvero alla città termale? Quali sono le prospettive? Quali sono le tempistiche? Una città termale è possibile soltanto nel pluralismo dell’offerta, come di fatto è in tutte le città termali del mondo. A Viterbo si è venuto a creare il “nodo” Terme dei Papi, che sembrano non voler sentire parlare di riduzione dell’acqua termale che ogni giorno utilizzano. Palazzo de Priori ha volontà di tagliare davvero la testa al toro o continuerà a far passare giorni, settimane e mesi? Ogni attimo perso sono posti di lavoro persi, sono occasioni di futuro che vengono meno per tanti viterbesi. Questa roba interessa davvero o dobbiamo rassegnarci alle solite, antiche, chiacchiere da salotto? Sul fronte termale Michelini e i suoi si sono già mossi, impostando un lavoro interessante. Verrà completata l’opera in tempi certi o si perderà tutto nelle beghe varie?

Centro storico. Quale è la visione dell’amministrazione? Quando si potrà avere un quadro chiaro su cosa si andrà a fare e quando nel centro? L’autunno si preannuncia piuttosto caldo, almeno parlando con diversi commercianti. Le piazze “ripulite” dalle macchine sono state lasciate “sospese”. Non si capisce bene a cosa servano e in molti casi, tolte le macchine, sono venute fuori pavimentazioni imbarazzanti. Che fare? La parte vecchia della città cade a pezzi. In uno stato, su cui le precedenti amministrazioni non sono mai intervenute, che in molte parti è di effettivo abbandono. Anche qui, investire sul centro, fare progetti, stimolare la ripresa significa dare risposte al problema occupazione. L’immagine che Viterbo dà di sé è pessima. Manca la segnaletica, mancano i bagni pubblici, mancano gli interventi per renderla fruibile ai disabili, manca spesso anche la pulizia da feci e i sacchetti di rifiuti vari ed eventuali sono invece abbondanti. Perchè? I viterbesi non pagano forse il servizio di pulizia urbana? Anche i tombini sono attappati, spesso. I viterbesi non pagano questo servizio?

Infrastrutture. Come si intende procedere in questa direzione? Che idea si ha del posizionamento di Viterbo rispetto a Roma? Ci si vuole muovere nei diversi livelli delle istituzioni per portare a casa, finalmente e dopo decenni di coma su questo fronte, un collegamento rapido (o almeno decoroso) con la capitale? Dagli anni ’50 inoltre si parla di interramento del passaggio a livello di piazzale Gramsci. Si vuole continuare a tenere la città tagliata in due al passaggio della “diligenza” o magari si intende ridarle un volto più moderno intervenendo in questo o altri modi?

Cultura. Tasto dolente, soprattutto da quando in qualche modo la “cultura” è entrata nel Palazzo. Si intendono monitorare veramente i risultati portati a casa o si continuerà a finanziare ciò che esiste premiando semplicemente l’esistenza. Rimanendo in questo comparto, che ne sarà delle diverse associazioni che negli anni hanno avviato un lavoro sul territorio? Saranno punite perché piccole e condannate al genocidio delle riserve come gli indiani d’America o ci si deciderà a impostare un ragionamento serio? Che ne è della consulta delle associazioni? Che ne sarà? Che ne è delle regole per i finanziamenti? Dei bandi per mettere in campo le risorse? Che visione ha l’amministrazione per dare un senso a tutto questo?

Gestione del patrimonio. Su questo fronte l’amministrazione ha già fatto vedere qualcosa. Interessante l’operazione di riportare gli uffici in centro e tutta una serie di altre decisioni. E’ possibile conoscere con precisione se il Comune paga affitti a privati per degli spazi di cui ha necessità? E possibile sapere se si intende costuire un Comune virtuoso ad “affitti zero” oppure no? E’ possibile sapere, a proposito di affitti, se e quanti soldi deve ancora incassare il Comune? Se esiste un controllo sul corretto utilizzo delle sue proprietà?