Un viterbese in Antartide – “Una bellezza che ti disarma, ti devasta”

Un viterbese in Antartide – “Una bellezza che ti disarma, ti devasta”

Pagnanelli, il viterbese in Antartide, ci racconta oggi la bellezza smisurta del monte Murchison. Lo fa con il suo stile, il suo guardare alle cose quotidiane. Passa questa volta per il racconto di Bob e di quella volta che la moglie di lui iniziò a tremare. Non per il freddo ma perché aveva capito.

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Pagnanelli, il viterbese in Antartide, ci racconta oggi la bellezza smisurta del monte Murchison. Lo fa con il suo stile, il suo guardare alle cose quotidiane. Passa questa volta per il racconto di Bob e di quella volta che la moglie di lui iniziò a tremare. Non per il freddo ma perché aveva capito.

 

La doppia punta di monte Murchison (3208 metri) sopra l’Icebreaker Glacier. Io adoro questo posto.
E’ di una bellezza senza pari, è qualcosa che ti colpisce, che ti disarma e in qualche modo ti devasta dentro. Mi chiedo spesso perché. Forse perché non riesco a descriverlo.

E’ talmente bianco e talmente puro che non ci riesco.
Perché nella sua gelida uniformità, in quella immensità bianchissima, si nasconde una potenza smisurata, forze titaniche e colpite da letargia, e poi pilastri, ponti valli addormentate o sepolte, discese ripide e frantumate, rocce, spazio, linee sottili, che separano ere. E’ un po’ come il ghiaccio, sembra tutto uguale ma ce ne sono centinaia di variazioni.

Oggi Bob mi raccontava che è una cosa che non si può spiegare. Anche lui ha una passione viscerale per questo luogo. Mi ha detto che lui non è particolarmente emotivo ma l’unica volta che si è emozionato è stato quando la moglie ha avuto la possibilità di accompagnarlo con l’aereo sudafricano durante un trasferimento in una delle sue innumerevoli campagne.

Ha sempre detto che lui gli raccontava cose ma che lei non era mai così entusiasta. E’ rimasta due ore con lui poi è ritornata indietro con lo stesso volo. Mi ha detto che prima di partire l’ha portata sul pack, gli ha fatto vedere un paio di posti e poi l’ha lasciata andar via.

A quel punto ho visto che gli occhi le sono diventati lucidi. Mi ha detto che lei tremava e che lui gli ha dato il suo cappello, per proteggerla. E lei gli ha detto che non tremava per il freddo. Ma perché, finalmente, aveva capito.