Un viterbese in Antartide – “Un vulcano vestito di bianco”

Un viterbese in Antartide – “Un vulcano vestito di bianco”

Bruno Pagnanelli è nel mezzo di un batuffolo d'ovatta e sul suo diario ci offre descrizioni e immagini che mozzano il fiato. Godetevi questa nuova pagina.

ADimensione Font+- Stampa

Bruno Pagnanelli è nel mezzo di un batuffolo d’ovatta e sul suo diario ci offre descrizioni e immagini che mozzano il fiato. Godetevi questa nuova pagina.

 

La foto mostra un giorno qualsiasi con una copertura di nubi che copre il sole. Lì in mezzo c’è una montagna alta 2700 metri, un vulcano nascosto dal bianco, identificato solo da una sottile striscia nera diagonale.
Non si riconosce l’orizzonte e non si capisce dove sia la montagna. In queste condizioni è impossibile muoversi o volare.

In questo caso ci si riferisce a due valori chiamati HD e SD. Questi acronimi somigliano molto a qualcosa che conosciamo ma, ahimè, non sono riferiti all’alta definizione o alle schede di memoria delle macchine fotografiche e non sono assimilabili a nulla che abbia a che fare con il nostro ordinario.

Questi due codici invece, sono utilizzati per dar contezza a chi si muove in questo ambiente, servono per far capire, per svelare segreti o per nasconderli, sono utilizzati per aumentare la consapevolezza e l’attenzione di chi opera in queste condizioni. HD e SD, insomma cosa significano?

Identificano invece due informazioni fondamentali che, in termini antartici, definiscono l’Horizon Definition e la Surface definition. Sono dei codici che normalmente sono inseriti nelle informazioni metereologiche e che danno immediatamente la visione a chi dovrà operare nell’ambiente, di cosa potranno o non potranno vedere. In questo caso, sono entrambi seguiti dalla lettera P, HDP e SDP. La “P” in questo caso indica “poor”.

Significa che c’è poca contezza della linea dell’orizzonte e c’è poca definizione sulla superficie. Questo vale anche per chi lavora a terra. Ciò accade quando il cielo è totalmente coperto da nuvole, che di norma, qui, sono molto sottili. In Antartide è molto rara la formazioni di nubi come le conosciamo noi. Rarissime, se non totalmente assenti le nubi a sviluppo verticale quelle dei temporali estivi per intenderci, molto rare quelle cumuliformi. Qui, di norma, parliamo di strati o di velature di cirri.

Ebbene quando il cielo è velato e sotto è tutto immensamente bianco, tutto si appiattisce, le ombre scompaiono, il manto di neve o di ghiaccio si fonde con lo sfondo e con la linea dell’orizzonte. Diventa quindi impossibile volare e stimare la quota con dei riferimenti esterni, quelli che fanno percepire all’occhio delle informazioni che poi vengono processate dal cervello per stimare una distanza. Volando in condizioni simili non si percepisce a quanti metri di altezza ci si trova, se ci si muove a destra o a sinistra, ci si perde in un nido d’ovatta che rende tutto indistinto e pur non essendoci fenomeni particolari è praticamente impossibile fare qualsiasi cosa.

Banner
Banner
Banner