Un viterbese in Antartide – “Un altro giorno è passato, senza notte”

Un viterbese in Antartide – “Un altro giorno è passato, senza notte”

Un altro giorno lontano da casa, là dove è tutta neve e c'è sempre il sole in questo periodo dell'anno. Una nuova pagina del diario di Bruno Pagnanelli.

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Un altro giorno lontano da casa, là dove è tutta neve e c’è sempre il sole in questo periodo dell’anno. Una nuova pagina del diario di Bruno Pagnanelli.

 

E via, un altro giorno senza notte è passato. Chiudo la tendina del letto, come in tutti gli altri letti, quella che si usa per evitare che la luce entri dalla finestra, ad evitare l’alterazione dei cicli circadiani. E’ un fazzoletto di cotone verde, che copre la mia area di letto a castello, sotto quella di Christian, il previsore meteo, che fortunatamente dorme nella parte in alto.

Una fortuna stavolta, perché l’ultima volta, l’altra spedizione, all’inizio fu critica. Dormire in alto è uno shock per un signor Bigaroni del terzo piano come me.

Un po’ perché quando ti svegli sei sempre come uno a cui hanno passato un trapano fra le orecchie, un po’ perché la prostata inizia a fare i conti con le ore e un po’ perché se non ci pensi e sei ancora a cercar farfalle con Morfeo, finisci sul pavimento da due metri e il tonfo modifica le misure della stanza dei sismologi. Senza contare che, senza ciabatte, i pioli del letto a castello, sono come la sabbia nera del mare di Tarquinia alle 2 di pomeriggio. O ti sbrighi o fanno male.

E comunque sto giro è andata bene, perché lui, Christian, è alto come un lampione e scende quasi senza usare la scala, che se lo dovessi fare io dovrei fare le manovre come nei parcheggi, con i miei cinquant’anni e l’agilità del mammuth ferito.

E comunque le tende verdi sul letto, chissà perché, mi ricordano i tendoni sui balconi di Bologna. Mah, strane cose.
Questa tendina è comunque bella dura, di un bel cotone pesante e spesso abbastanza da tener lontano la luce. Si appoggia su un binario, con dei ganci fatti con le graffette da ufficio, una soluzione funzionale e molto economica.

Stanco davvero stasera. Arriva un po’ di malinconia. Poi ripenso a Bruno, che gioca col gatto delle nevi e trasforma ghiaccio in neve per costruire rampe per le auto sul mare gelato, a Steve, il pilota canadese che entra e fa battute sulla vittoria di Trump, a Massimo, la guida alpina che anche se c’è uno tsunami rimane impassibile e tranquillo, a Angelo che sembra uscito da Minority Report e usa il computer come fosse un polipo e mi esce un sorriso. Poi penso a mia moglie che dorme col gatto sulla fronte e mi esce sottovoce un “buonanotte piccola.. a domani“. Che per te sarà il mio ieri.

 

 

Nella foto: Browning pass, sotto monte Abbott (1022 mt) e quei puntini sotto che identificano un gatto delle nevi e la traccia lasciata durante il passaggio..

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