Un viterbese al vertice del Krav Maga italiano

Un viterbese al vertice del Krav Maga italiano

Siamo andati a intervistare Carlo Mancini, recentemente nominato Commissario Tecnico Nazionale della Federazione Italiana Krav Maga, la più importante federazione italiana nel settore della difesa personale.

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Un viterbese Commissario Tecnico Nazionale FIKM. Siamo andati a intervistare Carlo Mancini, recentemente nominato Commissario Tecnico Nazionale della Federazione Italiana Krav Maga, la più importante federazione italiana nel settore della difesa personale.

Cosa significa questo risultato?

“E’ il coronamento di un percorso marziale intrapreso circa quindici anni fa”.

Ci spieghi sinteticamente cos’è il Krav Maga?

“Il Krav Maga è un metodo di auto-difesa nato in Israele negli Anni Cinquanta. Inizialmente il contesto in cui era utilizzato era prevalentemente militare. Successivamente queste tecniche sono state modificate per essere insegnate anche ai civili”.

Perché ha iniziato a praticare il Krav Maga?

Ho iniziato a praticare il Krav dopo un brutto episodio di aggressione in strada. Stavo camminando con un mio amico e siamo stati accerchiati da cinque individui visibilmente ubriachi. Per fortuna passava una volante della Polizia e sono scappati altrimenti non so come sarebbe finita. Da quel giorno ho deciso che non avrei mai più subito in vita mia un’ altra cosa del genere e che sarei diventato la “guardia del corpo” di me stesso e dei miei cari. Così mi iscrissi in palestra e da allora non mi sono più fermato…

A chi consiglia di fare Krav Maga?

“A tutti, senza distinzione di sesso né di età. Il Krav può essere utile per le donne come strumento di salvezza in caso di aggressione. Può essere insegnato ai ragazzi per tenere a bada i bulli. Alcune tecniche più specifiche possono risultare molto utili anche agli operatori delle Forze dell’ Ordine che quotidianamente si trovano a gestire situazioni difficili”.

Parliamo un po’ del suo incarico… Quale sarà il suo ruolo?

“Beh il mio ruolo sarà duplice. Nel senso che dovrò “sdoppiarmi” tra impegni nazionali e attività in ambito locale. Dovrò coadiuvare il Presidente della Federazione Italiana Krav Maga Giuseppe Palma per quel che riguarda la parte tecnica, ossia la formazione degli istruttori, l’organizzazione di stage e seminari nazionali e internazionali. In ambito locale invece porterò avanti il mio corso di difesa personale che dirigo qua a Viterbo”.

La più grande soddisfazione in ambito sportivo? Nomina a Commissario a parte …

“La soddisfazione più grande me la danno quotidianamente i miei allievi in palestra. Il loro entusiasmo e la loro voglia di imparare sono il mio carburante … E’ bello seguirli, istruirli, vederli crescere e migliorare. Loro soni il nostro futuro … e anche un grosso investimento dal punto di vista tecnico e del trasferimento delle conoscenze marziali”.

Il dispiacere più grande? A livello sportivo ovviamente?

“Mah, il Krav Maga non mi ha mai dato dispiaceri. Anzi in alcuni momenti bui della mia vita è stato un’ancora di salvezza. L’unico dispiacere è quando qualche ragazzo molla … Per motivi familiari, di lavoro, di salute … E’ sempre un dolore perché sono persone con le quali hai condiviso non solo un percorso marziale, ma un pezzo di vita”.

Il sogno nel cassetto?

“Guidare una delegazione italiana in Israele per avviare un interscambio marziale e culturale con i fondatori di questo metodo di combattimento. Sarebbe un’ occasione unica per confrontarsi con i migliori al mondo”.

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