Un grande abbraccio nel cuore di Viterbo, in centinaia alla cena del Volontariato

Un grande abbraccio nel cuore di Viterbo, in centinaia alla cena del Volontariato

Se uno dovesse indicare tre cose buone concretizzatesi durante l'amministrazione Michelini di sicuro non potrebbe tenere fuori la grande cena del Volontariato. Importante successo anche per la seconda edizione.

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Se uno dovesse indicare tre cose buone concretizzatesi durante l’amministrazione Michelini di sicuro non potrebbe tenere fuori la grande cena del Volontariato. In centinaia in piazza del Comune ieri sera per stare insieme alle associazioni che ogni giorno portano avanti in città un lavoro silenzioso e costante. Un grande abbraccio nel cuore di Viterbo.

Addetti al servizio tavoli i ragazzi speciali Be Different di Juppiter e il 18° Corso Allievi Marescialli dell’Aeronautica Militare. A dare più incisività all’operazione diversi consiglieri comunali di maggioranza e opposizione e una nuvola di volontari. Sul palco l’alternarsi di una serie di momenti con al centro proprio il volontariato viterbese. Quel gruppo di cento realtà diverse ma che sono riuscite a fare rete e a costruire un luogo di incontro e confronto costante come la consulta.

Il presidente Marco Ciorba ha ricordato l’emozionante giorno di Lisbona, quando Viterbo si è giocato fino alla fine la difficile partita per diventare capitale europea del Volontariato. Il delegato comunale al settore ha lanciato il cuore oltre l’ostacolo e parlato delle sfide del presente e futuro. Il sindaco Leonardo Michelini ha speso parole di grande gioia per un mondo così vivo e centrale nella vita cittadina.

Tra i commensali diverse autorità e rappresentanti delle istituzioni. Ma protagonista del tutto è stato il clima, quello sì davvero speciale. Un’organizzazione che si è mossa su centinaia di gambe e braccia, che ha spostato in lungo e largo vassoi e pietanze e che non si è mai dimenticata di portare con sé il sorriso. Perché in realtà nessuno ha lavorato, tutti si sono divertiti e con il cuore più leggero hanno tratteggiato il volto di una Viterbo possibile. Capace di unire, capace di stare insieme e sentirsi comunità.

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