Un caffè insieme – Vita dopo la morte e Islam

Un caffè insieme – Vita dopo la morte e Islam

Miei adorati lettori, oggi parlerò di un tema abbastanza delicato e allo stesso tempo significativo per quanto riguarda il contenuto.

ADimensione Font+- Stampa

Miei adorati lettori, oggi parlerò di un tema abbastanza delicato e allo stesso tempo significativo per quanto riguarda il contenuto.

Benché la nostra fede nel giorno della nostra morte è fondata sulla nostra fiducia implicita nel Messaggero di Allah, la riflessione razionale non solamente conferma questa fede, ma mette in rilievo che gli insegnamenti del Profeta Muhammad (pace e benedizione su di lui) a questo proposito sono più ragionevoli e comprensibili di tutti gli altri punti di vista sulla vita dopo la morte. Alcuni pensano che, dopo la morte, non rimane più nulla dell’uomo e che dopo questo avvenimento, con cui si conclude la vita, non c’è altra vita. La fede in una vita ultraterrena è secondo loro, destituita di fondamento.

Essi affermano che una tale fede non ha basi scientifiche e che non può essere scientificamente sostenuta. Altri sostengono che l’uomo, per scontare le conseguenze delle sue azioni ritorna periodicamente al mondo. Se in questa vita egli segue una linea di condotta peccaminosa, nella vita successiva egli avrà la forma di un animale, un cane, un gatto … o di un albero, o di un uomo d’una casta inferiore. Se, invece, è stato virtuoso, sarà risuscitato in una casta superiore.

Esiste una fede che ci richiama a quella del Giorno del Giudizio, della resurrezione, della comparizione dell’uomo davanti al Tribunale divino, dell’attribuzione di compenso e di castigo. Questa è la fede comune a tutti i Profeti. Esaminiamo, una dopo l’altra, queste diverse concezioni. La prima che si attribuisce base scientifica sostiene che l’idea di un’esistenza dopo la morte è priva di ogni fondamento, i suoi sostenitori dicono che non s’è mai visto nessuno ritornare dopo la sua morte. Dicono, altresì, che non si è mai dato un caso di resurrezione, che dopo la morte, l’uomo torno in polvere.

Di conseguenza sostengono che la morte è la fine della vita e che non c’è vita dopo la morte. È veramente un argomento scientifico? È veramente fondato sulla ragione? Se è vero che non si è mai assistito a casi di resurrezione dopo la morte, l’unica conclusione che se ne può trarre è che “non sappiamo che cosa succede dopo la morte”, sottolineando non lo stesso tempo che essi parlano in nome dello spirito scientifico. La scienza non ci dice niente né di negativo né di positivo a questo proposito.

Consideriamo, adesso, la seconda concezione. Secondo tale concezione un essere umano è un uomo perché nella sua forma animale inferiore ha compiuto delle buone azioni e un animale è tale perché prima, quando era uomo, ha commesso delle cattive azioni. In altre parole, il fatto di essere un uomo o un animale è la conseguenza delle nostre azioni nel corso della vita precedente. Si può, allora, porre la domanda: “E’ esistito prima l’uomo o l’animale?”. Se si risponde che l’uomo ha preceduto l’animale, bisogna ammettere che prima ci sia dovuto essere un animale il quale, in ricompensa delle sue buone azioni ha ricevuto la forma umana. Se si risponde che c’è stato prima l’animale, bisogna ammettere che prima di esso ci debba per forza essere stato un uomo che è stato trasformato in animale a causa delle sue cattive azioni. I difensori di questa teoria sono nell’impossibilità di decidere la forma in cui è apparsa la prima creatura, perché ogni nascita implica uno stadio anteriore, in modo che lo stadio seguente possa essere considerato come la conseguenza del precedente.

La proposizione della terza concezione è: “Il mondo, un giorno, finirà. Allah distruggerà l’universo e al suo posto ci sarà un altro Cosmo superiore al primo”. Più riflettiamo sulla nostra sulla natura del Cosmo e più chiaramente appare che il sistema esistente non è permanente ed eterno, perché tutte le forze che in esso operano sono limitate nella loro natura e appare come una cosa certa che esse, ad un certo momento, si esauriscono.

È per questo motivo che gli studiosi sono d’accordo nel prevedere che un giorno il sole si raffredderà, e non produrrà più energia, che le stelle entreranno in collisione e che tutto il sistema dell’universo sarà sconvolto distrutto. Inoltre, se l’evoluzione è vera nel caso degli elementi costitutivi di questo universo, per quale motivo non dovrebbe essere vera per la totalità dell’universo? Pensare che l’Universo sarà completamente annientato e scomparirà è più probabile che pensare che esso evolverà verso un altro stadio e che non un nuovo ordine di cose emergerà in uno stato di cose migliori.

La seconda proposizione in questa credenza è che “l’uomo riceverà nuovamente la vita”. È una cosa impossibile? Se sì, com’è stata possibile la vita attuale? È evidente che Allah, il Quale ha creato l’uomo in questo mondo può fare la medesima cosa nella vita futura. C’è non soltanto una possibilità, ma addirittura una necessità positiva.

La terza proposizione è: “Tutte le azioni compiute dall’uomo sono registrate e saranno presentate nel Giorno della Resurrezione e del Giudizio”. La prova della veridicità di questa proposizione è data nella nostra epoca dalla scienza stessa. Possiamo, quindi, comprendere come ogni movimento dell’uomo è impresso su tutte le cose con cui le onde prodotte dai suoi movimenti vengono in contatto. Questo dimostra che la registrazione di tutte le nostre azioni può essere conservata nella sua globalità e può, altresì, essere riprodotta.

La quarta preposizione è: “Nel giorno della Resurrezione Dio terrà il Dul tribunale e ricompenserà, o punirà, l’uomo per le sue azioni buone, o cattive. V’è in ciò qualcosa di irragionevole? È la stessa ragione a esigere la necessità che il Signore tenga il Suo tribunale e pronunci il Suo giudizio! Noi vediamo che spesso un uomo compie una buona azione e che non gli frutta nulla in questo mondo. Vediamo, invece, un altro uomo che compie una cattiva azione e riesce a farla franca! Inoltre, molte volte ci accorgiamo che da azioni cattive, in migliaia di casi, derivano al colpevole apparente felicità e benessere.

Quando notiamo queste cose che accadono tutti i giorni, la nostra ragione e il nostro senso di giustizia esigono che venga un tempo in cui l’uomo che opera il bene sarà ricompensato e colui che opera il male sarà punito.
Dopo aver esaminato tutti questi problemi, ogni persona ragionevole arriverà alla conclusione che la fede nella vita ultraterrena è la concezione più razionale e che in essa non c’è nulla di irragionevole o di impossibile.

Decarta racconta la Tuscia