Un caffè insieme – Un nuovo anno per i musulmani

Un caffè insieme – Un nuovo anno per i musulmani

Carissimi lettori, vorrei dedicare questo articolo al Hijra del Profeta Muhammed (pace e benedizione su di lui) da Mecca a Medina, in quanto oggi per tutti i musulmani, riferendosi al calendario islamico, è l’inizio di un nuovo anno. Siamo al 1° Muharram dell’anno 1439. I 1439 segnano l’arco di tempo che è passato dalla prima emigrazione del Profeta (pbsdl) fino a oggi.

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Carissimi lettori, vorrei dedicare questo articolo al Hijra del Profeta Muhammed (pace e benedizione su di lui) da Mecca a Medina, in quanto oggi per tutti i musulmani, riferendosi al calendario islamico, è l’inizio di un nuovo anno. Siamo al 1° Muharram dell’anno 1439. I 1439 segnano l’arco di tempo che è passato dalla prima emigrazione del Profeta (pbsdl) fino a oggi.

Per sapere di più sul calendario islamico leggete il mio articolo intitolato “Cos’è il mese di Shaban?”. A piccoli gruppi i credenti cominciarono ad emigrare verso Yathrib. Il viaggio era lungo e pericoloso, ma con l’aiuto di Allah tutto si svolgeva senza incidenti di rilievo.

Partirono Hamza e Zaid, Uthman e Omar con le loro mogli e i figli; in poco tempo la maggior parte dei compagni del profeta Muhammed (pbsdl) emigrò. Anche Abu Bakr chiese il permesso di partire, ma il Messaggero (pbsdl) lo invitò ad aspettare. “Chissà che Allah non ti dia un compagno” gli disse. Arguendo che era destinato a emigrare con il Profeta (pbsdl), Abu Bakr rimase in fiduciosa attesa.

Intanto i politeisti guardavano con sempre maggior apprensione a quanto stava accadendo. A Yathrib stava affluendo la maggior parte dei loro nemici e con il concorso dei loro nuovi alleati avrebbero potuto costruire una grave minaccia per la città. “Quella gente, pensavano i politeisti, non tiene in nessun conto i legami tribali quando essi entrano in conflitto con la loro religione. Bisogna rompere gli indugi e adottare una soluzione definitiva”.

Anche questa volta fu la mente malefica e feconda di Abu Jahl a concepire il piano criminale. Avrebbero ucciso Muhammed (pbsdl) e lo avrebbero fatto in modo tale da evitare la vendetta tribale sull’omicida. Una banda di sicari , uno per ognuno dei clan, sarebbe penetrata nella sua casa e lo avrebbero ucciso. I Bani Hashim non avrebbero potuto far la guerra a tutta la città e in tal modo i congiurati avrebbero ottenuto l’impunità.

In quelle stesse ore il Profeta (pbsdl) ricevette la visita di Gabriele, che gli portò l’ordine di lasciare la città. Subito si recò da Abu Bakr e lo informò di quello che l’Angelo gli aveva detto. Quando il Profeta (pbsdl) gli confermò che sarebbero partiti insieme, Abu Bakr pianse di gioia, sapendo che i suoi movimenti erano spiati da quelli che si stavano preparando a ucciderlo, Muhammed (pbsdl) ideò uno stratagemma.

Diede ad Ali il suo mantello e gli disse: “Avvolgiti in questo mantello e dormi sul mio letto. Non ti faranno alcun male”. Poi iniziò la recitazione di Sura” Yasin” e quando giunse al 9° versetto che dice: “E metteremo una barriera dietro di loro, poi li avvilupperemo affinché non vedano niente”, uscì di casa senza che nessuno lo potesse vedere.

Quando i congiurati si accorsero della sua sparizione il Profeta (pbsdl) era già lontano. Aveva raggiunto Abu Bakr ed erano partiti verso Sud per ingannare gli inseguitori. Si rifugiarono in una grotta sulle pendici del monte Thawr, sulla strada per lo Yemen. I loro nemici avevano promesso 100 cammelli a chi li avesse riportati indietro e molti armati stavano percorrendo tutte le possibili piste che si dirigevano verso l’oasi. Nel piano del Profeta (pbsdl) la permanenza nella grotta aveva lo scopo di far calmare le acque perché poi potessero dirigersi con maggior sicurezza verso la meta. Al terzo giorno un gruppo di uomini giunse ai piedi del monte e cominciò a inerpicarsi sulle sue pendici.

Giunti davanti all’apertura della grotta rimasero a discutere tra loro, poi si convinsero che all’interno non poteva esserci nessuno e se ne andarono. Appena si furono allontanati, Muhammed e Abu Bakr si avvicinarono all’imboccatura e videro con emozione i segni del favore del loro Signore: una acacia era cresciuta coprendo con le sue foglie l’entrata della grotta, un ragno aveva tessuto una spessa ragnatela tra l’albero e la roccia e, nel punto dove un uomo avrebbe dovuto posare il piede per poter entrare nella cavità naturale, una colomba aveva fatto il suo nido e stava covando. Poco prima, quando i nemici si stavano avvicinando, il Profeta (pbsdl) aveva tranquillizzato il suo compagno dicendogli: “Cosa pensi di due persone quando Allah è il terzo di loro?”.

Giunsero infine a Yathrib, accolti in un tripudio generale. Il Profeta (pbsdl) declinò con gentilezza tutti gli invitati a fermarsi che la gente gli rivolgeva speranzosa di potersi concedere un onore di quel genere e lasciò che la sua cammella vagasse per l’oasi senza guida apparente.

Quando qualcuno cercava di fermarla afferrando la sue briglie, diceva amabilmente: “Lasciatela andare, è guidata. Si fermò infine in un cortile di proprietà di due orfani. Il Profeta (pbsdl) chiese loro se volevano vendergli quel terreno. “Te lo regaliamo, o inviato di Allah”, risposero gli orfani . Il Profeta Muhammed (pbsdl) insistette per comprarlo e infine la transazione fu conclusa. In quel cortile sarebbe sorta la sua casa, la sua moschea e vi sarebbe stato sepolto alla sua morte.

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