Un caffè insieme – Nuovo anno, nuove speranze

Un caffè insieme – Nuovo anno, nuove speranze

Vorrei ricordarvi che i diritti umani sono diritti uguali per tutti senza differenza di razza, di sesso, di colore, di lingua, di religione e di status sociale. Si nasce liberi e uguali nella dignità e nei diritti. Bisogna agire uno nei  confronti dell’altro con uno spirito di fratellanza. Impegniamoci al fine di rendere il nostro mondo un posto migliore.

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di Shaymaa Fayed

 

Carissimi lettori, inizia un anno nuovo. Un anno in cui sicuramente continueremo a sperare di realizzare tutto quello che abbiamo desiderato negli anni precedenti e che non siamo riusciti a concretizzare o meglio non abbiamo avuto l’opportunità o l’occasione giusta al fine di avverarlo.

In questo 2018 auguro a ognuno di voi di poter raggiungere i propri obiettivi ed avere una vita serena e tranquilla , anche a chi probabilmente è meno fortunato di noi. Insomma spero con voi che quest’anno sia migliore per tutto e per tutti.

Il 2017 è stato un anno intenso in tutti i sensi tra novità con riforme nazionali e internazionali e attentati che hanno strappato la vita a molte persone innocenti indipendentemente dal credo e dalla provenienza. A proposito di ciò, vorrei ricordarvi uno dei detti del profeta Muhammed (pace e benedizione su di lui):  Il tuo Signore è Uno. Tutta l’umanità deriva da Adamo che fu creato dall’argilla, nessun arabo è superiore a un non arabo e nessun non arabo è superiore a un arabo se non per il timore che ha nei confronti di Dio e per le buone azioni compiute”.

Ritornando indietro con la storia il Profeta (pbsdl) incoraggiò la liberazione degli schiavi. La schiavitù esisteva da secoli ed era parte de sistema sociale non solo in Arabia, ma in tutto il mondo occidentale e orientale. Gli schiavi erano considerati come beni e parte del patrimonio di molte persone. Dal momento che l’Islam protegge la ricchezza e la proprietà di tutti gli esseri umani, la schiavitù fu successivamente abolita.

Il Messaggero di Dio (pbsdl) spinse pian piano i credenti a liberare gli schiavi per amore di Dio. Durante i primi anni dell’Islam, i musulmani comperavano uno schiavo per poi liberarlo. Il Profeta (pbsdl) inoltre disse che abusare o punire uno schiavo significava doverlo poi liberare per espiare quel peccato. Un giorno, il Profeta Muhammed (pbsdl) vide Abu Mas’ud al-Badri che colpiva e picchiava il suo schiavo e gli disse fermamente: “Devi sapere che Allah possiede molto più potere di quello che tu hai nei confronti di questo schiavo “. Abu Mas’ud si calmò e si scusò : “Lo libererò per amore di Dio”. Il Profeta (pbsdl) gl rispose: “Se non lo farai, il fuoco dell’Inferno brucerà il tuo volto”.

Lo stesso Profeta (pbsdl) rivolgendosi a più di 100.000 persone , disse nel suo ultimo sermone: “O gente, i credenti sono tutti fratelli. Nessuno può impossessarsi delle proprietà del fratello senza il suo totale consenso . Ho trasmesso il messaggio? O Allah , il mio Signore ne è Testimone.

Perciò non fatevi torti a vicenda. In verità ho lasciato tra di voi, qualcosa che se la tenete in considerazione, non sarete mai persi: il Libro di Dio e la mia Sunna, Vi ho trasmesso il messaggio? O Allah sii il mio Testimone.

Gente! Quelli di voi che sono coniugati hanno dei diritti nei confronti delle oro mogli e le mogli a loro volta hanno diritti nei confronti dei loro mariti . Ricordate che le avete prese in moglie con la fiducia il permesso di Dio , dunque trattate bene le vostre mogli e siate gentili con loro , loro sono le vostre compagne e le vostre continue sostenitrici”.

Solo quando la legge viene applicata correttamente tutte le persone possono godere della sicurezza e della giustizia . Ladri o rapinatori che attaccano e rubano le proprietà deli altri erano uniti indipendentemente dalla loro classe sociale o dalla razza . Enfatizzò il fatto che nessuno è superiore alla legge, nemmeno la sua stessa famiglia .

A testimoniare ciò vi è un episodio particolare. Un giorno, un uomo arabo di nome To’mah bin Ubayriq rubò uno scudo metallico, che era parte di un’armatura nascondendola nella casa di un amico ebreo. Quest’ultimo fu accusato di aver rubato l’oggetto e si difese incolpando giustamente To’mah. Siccome la vittima ebrea non era conosciuta, molti arabi musulmani simpatizzarono con To’mah, cercando di convincere tutti della colpa dell’ebreo. Ma dopo un equo processo prevalse la giustizia della legge islamica, provando la colpa di To’mah e l’innocenza dell’uomo non musulmano.

In questa situazione fu rivelato il 105° verso di Sura “Le Donne”: “In verità abbiamo fatto scendere su di te il Libro con la verit , affinché giudichi tra gli uomini secondo quello che Allah ti ha mostrato. Non difendere la causa dei traditori”.

Muhammed (pbsdl) insegnò ai credenti che in qualsiasi situazione venga utilizzata la gentilezza e la misericordia, ci saranno sicuramente dei buoni risultati. Raccomandò inoltre che l’asprezza e l’insensibilità vanno a rovinare ogni situazione.

Infine vorrei ricordarvi che i diritti umani sono diritti uguali per tutti senza differenza di razza, di sesso, di colore, di lingua, di religione e di status sociale. Si nasce liberi e uguali nella dignità e nei diritti. Bisogna agire uno nei  confronti dell’altro con uno spirito di fratellanza. Impegniamoci al fine di rendere il nostro mondo un posto migliore.

Decarta racconta la Tuscia