Un caffè insieme – Le quattro mogli e l’Islam

Un caffè insieme – Le quattro mogli e l’Islam

Miei adorati lettori, oggi tratterò un argomento alquanto delicato che ha bisogno di essere capito senza pregiudizi o fissazioni infondate.

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Miei adorati lettori, oggi tratterò un argomento alquanto delicato che ha bisogno di essere capito senza pregiudizi o fissazioni infondate.

Inizierò a parlare della prima moglie del profeta Muhammed (pace e benedizione su di lui) per poi affrontare la questione della poligamia.

Khadija, una ricca vedova, che viveva alla Mecca, apparteneva a uno dei nobili clan coreisciti. Khadija era stata sposata due volte e alla morte del secondo marito aveva deciso di impiegare le sue considerevoli sostanze nel commercio carovaniero. Aveva rifiutato numerose e onorevoli proposte matrimoniali che le erano giunte e gestiva i suoi affari in prima persona. Non potendo viaggiare di persona assumeva mandatari fidati ai quali affidava merci e denaro.

La fama della rettitudine e delle doti personali del profeta Muhammed (pbsdl) erano giunte all’orecchio della vedova, che lo mandò a chiamare e gli propose di portare delle merci in Siria offrendogli un’ottima provvigione.

La spedizione si concluse con grande profitto. Il profeta Muhammed (pbsdl) aveva venduto al miglior prezzo quanto aveva portato con sé e con il ricavato aveva vantaggiosamente acquistato altre merci, che potevano essere vendute al doppio sul mercato della Mecca.

Le capacità, la probità, la straordinaria personalità e la bellezza del giovane conquistarono Khadija . Quel giovane aveva qualcosa di speciale: in lui brillava una luce particolare e Khadija aveva occhi e cuore per accorgersene. Senza troppo indugiare, incaricò un’amica fedele al fine di sondare le intenzioni del Profeta (pbsdl) e di proporgli di sposarla. Pur sorpreso egli accettò e il matrimonio fu ben presto combinato per il tramite di Hamza, suo zio paterno.

Fu un matrimonio felice e la differenza di età tra gli sposi, 25 anni il Profeta (pbsdl) e 40 Khadija non turbò in nulla la loro unione. Khadija era una moglie affettuosa e prolifica. Il profeta Muhammed (pbsdl) e la sua prima moglie (Khadija) ebbero 6 figli: Qasim che morì all’età di 2 anni e un altro maschietto che morì anche lui in tenerissima età e poi 4 femmine: Zaynab, Ruqayya, Umm Kultum e Fatima; morirono tutte tranne quest’ultima.

Dopo il decesso della prima moglie Khadija (che Allah sia sodisfatto di lei), il Messaggero (pbsdl) sposò ben 11 donne, tutte divorziate o vedove di età avanzata, a eccezione di Aisha , che era ancora vergine. Sei tra di esse erano della tribù di Quraish, una moglie era ebrea, una serva copta, Maria, che gli era stata data in dono dal Muqawqs, re di Alessandria; Maria era la madre di Ibrahim (Abramo) suo figlio; e le altre , provenivano da altre diverse tribù arabe. Il Profeta ( pbsdl) ebbe mogli così numerose per diversi motivi.

È il caso del matrimonio con Zeinab, figlia di Giahsh. Nel periodo preislamico gli arabi vietavano il matrimonio di un uomo con l’ex-moglie di un suo figlio adottivo; non vedevano differenza tra figlio adottivo e il figlio biologico. Il profeta Muhammed (pbsdl) sposò Zeinab al fine di abolire tale credenza e tradizione. A prova di ciò è il 37° verso di Sura ” I coalizzati” , che nel sublime Corano dice :”|Ricorda| quando dicevi a colui che Allah aveva gradito e che tu stesso avevi favorito : “Tieni per te la tua sposa e temi Allah”, mentre nel tuo cuore tenevi celato quel che Allah avrebbe reso pubblico. Temevi gli uomini, mentre Allah ha più diritto a essere temuto. Quando poi Zayd non ebbe più relazione con lei, te l’abbiamo data in sposa, cossiché non ci fosse più, per i credenti , alcun impedimento verso le spose dei figli adottivi, quando essi non abbiano più alcuna relazione con loro. L’ordine di Allah deve essere eseguito”.

Alcuni matrimoni sono stati contratti nello scopo di diffondere l’Islam, conquistandogli cuori e simpatia presso le tribù. Il Profeta (pbsdl) ha infatti preso moglie da ogni potente tribù di Quraish e da ogni influente altra tribù tra quelle arabe.

Il Messaggero (pbsdl) aveva sposato alcune vedove dei suoi Compagni morti nel corso delle battaglie o durante altre missioni di predicazione ed espansione dell’Islam. Malgrado la gran differenza, il Profeta (pbsdl) le sposò al fine di onorarle e onorare i loro defunti coniugi.

Ognuno di questi matrimoni aveva un motivo sociale o politico. Quei diversi matrimoni miravano a onorare donne pie e a creare rapporti con alcune tribù e fratrie nello scopo di diffondere presso di esse l’Islam. Spesso le persone definiscono il Profeta (pbsdl) come un ossessionato sessuale, quando era un uomo e non un Dio è possibile che il desiderio di avere i figli sia stato alla base di alcune di queste unioni, dato che i figli che ha avuto da Khadija erano tutti morti (tranne Fatima).

Inoltre, senza disporre, egli si impegnò ad assumere il peso di una grande famiglia. Questo non gli aveva mai impedito di essere equo e giusto con tutte loro. Non faceva altro che seguire la tradizione dei Profeti che lo hanno preceduto come Mosè e tanti altri, di cui nessuno sembra trovare un inconveniente nella loro pratica della poligamia.

Sarà forse perché siamo a conoscenza praticamente di tutti i dettagli della sua vita mentre ignoriamo quasi del tutto della vita dei suoi predecessori. La poligamia è nell’Islam come nelle altre religioni celesti che lo hanno preceduto. Anche la Tora e il Vangelo riconoscono la poligamia e prima del profeta Muhammed (pbsdl) molti profeti erano poligami senza limitazione: Abramo aveva 2 mogli, Giacomo ne aveva 4, Salomone aveva tante donne. La poligamia non è dunque una questione nuova anzi è una vecchia tradizione.

Nella Tora si prescriveva che una donna non poteva essere presa come moglie allo stesso tempo che sua sorella. Non si vietava la poligamia, ma si vietava solo il fatto di prendere due sorelle come mogli allo stesso tempo. Nel libro di Samuele è menzionato che Davide aveva numerose mogli oltre alla sue schiave; nel Libro dei Re si menziona che Salomone aveva 700 mogli libere e 300 schiave.

Quando Mosè fu mandato confermò la poligamia senza fissarne il numero delle mogli, fin quando gli uomini del Talmud non decretarono a Gerusalemme di determinare un numero preciso di spose. Tra gli eruditi ebrei ci sono però quelli che hanno proibito la poligamia e quelli che erano a favore, specie quando la moglie risulta malata o sterile.

Nel Vangelo Gesù (pace su di lui) venne a perfezionare la legge di Mosè e non si trova nel Vangelo un testo che vieti la poligamia. Il re Dether Mit d’Irlanda aveva 2 spose e Federico II aveva anche lui 2 mogli, con l’accordo della Chiesa.

Martin Lutero di Germania, fondatore del Protestantismo , considerava la poligamia come un regime non contrario alle leggi cristiane e la incoraggiava a tutte le occasioni. La poligamia era molto diffusa nelle tribù arabe e non aveva limiti precisi, lo era anche in Egitto, Persia, Assiria, Giappone, India, Russia, come era largamente praticata anche in Grecia.

Con l’avvento dell’Islam la poligamia persistette ma furono introdotte condizioni che andavano rispettate e osservate. Non bisogna superare il numero di 4 mogli, conformemente Al-Hadith (detto) che riferisce che: “Ghaliane Ibn Salma Al-Thakfi abbracciò l’Islam quando aveva 10 mogli . Il Profeta (pbsdl) lo invitò a sceglierne 4″. Sono fondamentali l’equità e l’uguaglianza tra le mogli e l’assenza di ogni tipo di ingiustizia od oppressione. L’equità e l’uguaglianza di cui si tratta sono quelle in rapporto alle condizioni materiali: le spese, i doni e la distribuzione delle notti; quanto agli affetti, ai sentimenti e alla preferenza per una moglie piuttosto che per un’ altra, non vi è male alcuno che vi sia squilibrio a condizione che non vi sia eccesso a scapito di una o più mogli.

Per potersi sposare una seconda volta è necessario che ci siano delle motivazioni concrete e più che ovvie, ma è fondamentale soprattutto il consenso della prima moglie.

La poligamia è praticata in tutte le società contemporanee, ma spesso è attuata sotto il nome di amanti, di conviventi invece che sotto il nome di mogli; sotto queste forme non conosce limiti né regolamentazione giuridica. Nessun obbligo finanziario o impegno materiale è prescritto all’ uomo che coabita e convive con parecchie donne; gli basta soddisfare il suo desiderio e calpestare la dignità della donna con cui ha avuto dei rapporti sessuali per lasciarla poi a sopportare da sola i dolori della gravidanza (in caso rimanga incinta ) e le sue conseguenze. Inoltre l’uomo non ha l’ obbligo di riconoscere i figli che nasceranno da questo rapporto. La poligamia descritta dall’ Islam è resa ufficiale da un atto legale che prescrive all’uomo di pagare una dote alla moglie; i figli che nasceranno da questa unione sono riconosciuti dall uomo come figli legittimi; il marito ha l’ obbligo di sovvenire alle spese necessarie alla moglie e ai figli.

Si potrebbe fare la seguente domanda:”Se permettiamo agli uomini di avere più mogli, perché non permettere anche alle donne di prendersi diversi mariti?”. Uno dei motivi più reali è che la donna per natura concepisce una volta all’anno e per l’intervento di un solo uomo; mentre l’ uomo può avere molti figli da donne diverse e allo stesso momento. Se la poliandria fosse permessa, a quale padre si attribuirebbe ogni figlio?

È necessario precisare che tutto questo non vieti alla donna il divorzio in caso in cui ormai il matrimonio sia arrivato al suo capolinea.

Termino dicendo che sono la prima a essere contraria se un giorno mio marito mi dirà: “Sposerò un’altra” , in quanto preferisco divorziare che essere una delle tante mogli, perché nella nostra società nessuno potrà essere realmente giusto, equo e in grado di soddisfare i bisogni di tutte le 4 donne come lo era il profeta Muhammed (pbsdl). Dipende dalla prima moglie, nella società attuale, se è davvero in grado di accettare o meno, ma non tutte lo accetteranno e credo che sia assolutamente doveroso rispettarle, poiché, ripeto, nessuno è come il Profeta (pbsdl), quindi perché farlo?